Quando nel lontano 1989 il sottoscritto iniziò la sua avventura nel mondo della pallanuoto, una delle prime figure “importanti” che ebbe l’onore di conoscere fu Claudio Mistrangelo. L’impressione fu subito quella di avere davanti un uomo abbastanza duro, poco propenso al sorriso.
E' stato il tempo a svelare il vero Claudio: persona affabile, pronta al dialogo e, perchè no, alla battuta. Leggere oggi il  messaggio di addio alla "sua" Rari, con cui ha scritto storie indimenticabili,  fa capire tante cose: innanzitutto, ed ovviamente, che siamo invecchiati. Poi, che personaggi come lui oggi sono proprio merce rara. Mancheranno le sue citazioni in latino, le discussioni … ma no, quelle assolutamente no. Perché basterà un colpo di telefono e con la sua tipica cadenza “savonese” sentirsi dire «o come va» …
Buona pensione, grande mago.

Il suo saluto alla pallanuoto

Con agosto 2019 avrà termine la mia lunga e fortunata avventura con la Rari. Dal mio primo tesseramento sono passati 55 anni, un numero che incontrerebbe il favore di Pitagora, di Fibonacci e della numerologia angelica.
Un così lungo corso quasi obbliga e, comunque, permette due parole in più di uno stringato comunicato.
Alla Rari sono stato atleta, istruttore, allenatore dei giovani e, per più di 30 anni, allenatore della 1ª squadra. Un vero travet di bordo vasca.
Ora si è concluso anche l'ultimo compito, la ricostruzione di un settore giovanile all'altezza della nostra tradizione. Ho sempre detto che avrei chiuso con i giovani e così faccio.
Il momento appare controverso per la società, felice per la recente salvezza, difficile perchè pesa l'incertezza del fattore piscina, ma la società ha dirigenza, tecnici, atleti e dna tali da superare queste difficoltà.
Ci vorranno tempo, pazienza e lungimiranza, ma, ne sono certo, si riuscirà a costruire un nuovo futuro di successi.
Per me è, invece, il momento giusto dei saluti. Semplicemente perché c'è un tempo giusto per tutto, anche per chiudere.
Due sentimenti si accalcano, si sovrappongono, si contraddicono.
L'inevitabile onda dei ricordi che travolge riserbo e basso profilo abituali: i giorni andati, quelli belli e quelli cupi, i progetti, le delusioni, i successi, i fallimenti, i tanti giovani, gli amici, i troppi che non ci sono più e che hanno lasciato un vuoto incolmabile.
E, a contrasto, la solida e pacata soddisfazione per un lavoro ben fatto. Ho iniziato in una Rari in serie D, lascio una Rari che è divenuta un punto di riferimento della pallanuoto nazionale. Anzi lascio molte Rari. Quella che ha saputo senza soldi, senza piscina, coi soli giovani del vivaio guadagnarsi la serie A; quella che con l'inserimento di grandi nomi ha saputo vincere scudetti e coppe; quella che ha saputo ricostruirsi più volte; quella che ha sempre ottenuto buoni risultati giovanili. E di tutte queste Rari ho avuto la fortuna di essere sempre uno dei protagonisti.
Come tale, so bene che i risultati sono il frutto della collaborazione di tanti e, quindi, sinceri giungano i miei ringraziamenti ai dirigenti, ai collaboratori, ai giocatori e ai tifosi che, per lungo o breve tratto, hanno condiviso questa divertente, appassionante vicenda umana e sportiva.
Claudio Mistrangelo

 

08 / 07/ 19