Sembra che l’Organizzazione Mondiale della Sanità sia per il CIO anziché il principale punto di riferimento, per salvaguardare la salute di tutti gli atleti, l’ultimo dei consiglieri a cui appellarsi.

Una pandemia (da greco “pandemos” ossia tutta la popolazione) viene così definita dall’Enciclopedia Treccani:
un organismo altamente virulento, mancanza di immunizzazione specifica nell’uomo e possibilità di trasmissione da uomo a uomo.

Ora il presidente del CIO Thomas Bach, che fino a ieri aveva dichiarato che le Olimpiadi si disputeranno nei tempi previsti a Tokyo, sopratutto per salvaguardare i propri incassi milionari provenienti dai diritti televisivi, adesso incomincia a tentennare: il sito di Rai Sport ha pubblicato le dichiarazioni che Bach ha rilasciato alla televisione tedesca ARD.
Alla domanda del cronista “Se l’OMS dovesse consigliare di non andare avanti con l'Olimpiade a luglio, vi fermereste?” il numero uno dello sport mondiale ha così risposto: «Seguiremo il consiglio dell’Oms. Ci sono seri problemi per qualificazioni olimpiche» sottolineando che le federazioni internazionali e i loro membri “dovranno reagire con grande flessibilità”.

Un bel busillis, perché se le reazioni delle federazioni nazionali fossero tutte come quella della FIN, che voleva in vasca i cosiddetti “atleti d’interesse nazionale” identificando in questa categoria praticamente tutti i ragazzi del nuoto dai 14 anni in su, e non fermando gli allenamenti delle squadre di pallanuoto, laddove comuni troppo permissivi lo permettono, allora la “pandemia” avrebbe un ulteriore veicolo di propagazione, non tanto fra gli ignari ragazzi, ma fra le loro famiglie.

La FINA, invece, si trova con le spalle al muro per rimodulare le qualificazioni olimpiche, e cosa fa? Le sposta non curante di quanto sta succedendo nella varie federazioni: le accavalla alle Final 8 di Champions, laddove c’è chi, la Pro Recco, sta preparando la piscina di Punta San’Anna per l’evento. Superficialità, menefreghismo, mancanza di rispetto per chi sta investendo in uno sport sempre più allo sbando in ogni ordine di grandezza.

La morale: CIO, FINA e perché no, anche la FIN si stanno preoccupando di tutto tranne che della salute degli atleti e del rispetto delle società.

Nella foto
a sinistra Thomas Bach (CIO), a destra Cornel Marculescu (FINA)




 

14 / 03/ 20