Te ne sei andato in silenzio, con la tua solita grande dignità.
Hai combattuto contro un male subdolo, velenoso, vigliacco, ma sempre con il sorriso. Tu con cui ho avuto tante discussioni, con cui ho hatto tanti discorsi, tu che mi hai aiutato a crescere come giornalista.
Tu eri unico: brutto dire “eri” perché non sembra ancora vero. Tu sei storia della nostra pallanuoto. Adesso c’è un vuoto in più.

Ciao Piero, non trovo neppure le parole per poterti salutare come vorrei: ma sono certo che da lassù mi starai sorridendo e con quel tuo  “Ciao caro ...” sei pronto a farti la solita risata.
Mancherai a tutto questo piccolo mondo, dove hai sempre cercato di fare di più, dove ti eri ritagliato il tuo spazio ormai da “vecchio guru”, dove dal nulla hai dato vita ad un tuo sogno, prima segreto, poi giorno dopo giorno sempre più concreto.
Sento un gran vuoto dentro: sono certo che il futuro della nostra acqua al cloro ti rimpiangerà.
Un grande abbraccio a Marilisa ed Arianna. Che la terra ti sia lieve.


Una storia di successi, come la racconta la Federnuoto

Da ragazzino giocava a calcio, portere del Civitavecchia. La Lazio di Picchio De Sisti provò pure a prenderlo, ma andò a Brescia, seguendo il papà preside, dove esportò il suo vero amore. La pallanuoto. Ne creò la prima società nel 1968. In quella squadra c'erano, oltre all'attuale patron Marco Bonometti, Roldano Simeoni, Marco Galli, Marcello Del Duca, che nel 1978 conquistarono il titolo mondiale col Settebello. Borelli fu tra i primi a intravedere le potenzialità economiche della pallanuoto e legare la società a sponsor. Fu tra i primi a portare stranieri di alto livello nel campionato italiano come il croato Tomislav Pasqvalin, oro ai Giochi di Los Angeles nel 1984 e di Seul nel 1988. Fino a vincere lo scudetto nel 2002-2003, la coppa Italia e quattro volte la Coppa LEN. Intanto anche il nuoto si radicava in città e nacque il fenomeno Giorgio Lamberti, tra l'altro campione mondiale a Perth 1991 ed europeo a Bonn nel 1989 dei 200 stile libero nonché primatista mondiale, poi padrino della figlia Arianna. La Federnuoto l'ha premiato con la Calottina d'Onore nel 2017. La città di Brescia l'ha onorato con il premio Vittoria Alata la primavera scorsa. La mancanza di Borelli lascia la pallanuoto nel silenzio, nel dolore, ma anche nella coscienza di aver condiviso anni meravigliosi con un uomo, amico, figura storica nonché esemplare per le generazioni future. La passione di Piero sarà sempre un riferimento e uno stimolo.

08 / 04/ 19

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