Le polemiche, non certamente anomale nel mondo pallanuotistico italiano, scaturite dopo la partita di coppa Italia Brescia – Sport Management, dovrebbero far meditare un po' tutto il mondo di cloro che corre dietro ad una palla, finalmente ritornata gialla.
Accuse pesanti scambiate da tecnici di altissimo profilo: Bovo ne ha per i due suoi colleghi, Baldineti lo accusa di aver tirato in ballo a sproposito la sua società, Rudic è stupito, solo per sentirsi accusato dopo aver chiesto lumi ai vertici arbitrali.

Facciamo un bel passo indietro.
Forse tanti lettori non ricordano più la battaglia “politica”, senza esclusione di colpi, che negli ultimi anni del secolo scorso intercorsero fra Bartolo Consolo, presidente commissariato della FIN, i suoi due vice, Paolo Barelli e Fabio Frandi: battaglia vinta poi dall’attuale presidente Paolo Barelli.
Da allora ad oggi fatti ne sono accaduti tanti. Ma la pallanuoto è sempre più sprofondata nel baratro.

Ma ciò che oggi più sorprende è la composizione dell'attuale consiglio federale: le società sono rappresentate da Bruno Caiazzo (Posillipo), Giuseppe Marotta (Ortigia), Giuseppe Gervasio (Savona), Andrea Malchiodi (Brescia), Andrea Pieri (Florentia), Nello Russo (Orizzonte), gli atleti da Teresa Frassinetti e Francesco Postiglione.

E’ questa la federazione italiana pallanuoto o la federazione italiana nuoto? E tutti questi consiglieri come si adoperano per la pallanuoto? Quali sono le azioni compiute per far crescere il movimento?

Lasciamo ai lettori l’interpretazione di questa storia. Aggiungiamo solo che negli ultimi anni la pallanuoto ha perso Radio Rai e le dirette di Rai Sport delle partite di campionato.
Ma tutto tace, tutto va sotto il tappeto. Al potere non interessano visibilità e marketing. Interessa regnare.

13 / 03/ 19