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Salvador Gomez, ex attaccante spagnolo, dal 2001 al 2003 punto di forza della Florentia, oro alle Olimpiadi di Atlanta nel '96 e argento a Barcellona nel '92, protagonista di una finale scudetto contro il Posillipo, siede oggi sulla panchina del CN Sabadell. Ha rilasciato un'intervista a Enrique Toste, pubblicata sul sito spagnolo Waterpolista.com che proponiamo sul nostro sito.
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Un allenatore vincente Così viene definito Chava Gómez, allenatore del CN Sabadell dal 2013. Ad avvio di ogni stagione questo club è designato come la squadra che può mettere in discussione il dominio del CNA Barceloneta nelle diverse competizioni nazionali. Il primo anno in Champions League, per il team di Sabadell, che ricordiamo è nella provincia di Barcellona, è un'esperienza che consente ai giocatori di accrescere il proprio bagaglio di fronte ai principali club d'Europa. Però ammette che non raggiungere la finale della Copa del Rey sia stata una delusione, anche se definisce epico aver perso ai tiri di rigore la sfida con il CE Mediterrani. Di questo e molto altro, parla con Waterpolista.com, un tecnico che, come sfida personale, ama solo godersi la pallanuoto.

Come valuta la sua squadra fino ad oggi?
Siamo ancora lontani dalla conclusione della stagione. Stiamo facendo le cose molto bene, realizzando gli obiettivi che ci eravamo prefissati, ma abbiamo ancora margini di miglioramento.

A freddo, come giudica l'eliminazione dalla Coppa del Rey?
L'eliminazione da un torneo è sempre una delusione. Sapevamo che sarebbe stato difficile perchè avremmo incontrato avversarie pari al nostro livello: CE Mediterrani e CN Terrassa. Nel primo incontro abbiamo avuto sfortuna sin dall'inizio. Javi Gorría fuori per infortunio, David Carrasco influenzato, Ivan Gallego nel secondo tempo va out per una ferita all'occhio (un colpo casuale del portiere), poi alcune doppie espulsioni. Insomma in quella situazione arrivare ai tiri di rigore è già stata un'impresa. Certo sono "deluso" perché mi piace vincere ma in queste condizioni è già stato tanto arrivare ai penalty.

Come giudica gli arbitraggi fino a questo punto del campionato?
Non parlo mai degli arbitri. Fanno il loro lavoro, e come tutti, possono sbagliare. Non mi piace giustificarmi con i loro errori, e quindi evito questo argomento.

Da più parti viene definito "un allenatore appassionato". Cosa risponde?
Mi considero un vincitore nato. Nella pallanuoto, se fai le cose ben fatte, la squadra può andare  lontano. Quello che cerco di trasmettere è avere risultati con piccoli passi. Certo, oltre a ciò penso sempre alla vittoria. Cerco di insegnare ai ragazzi che bisogna lavorare e allenarsi non solo per giocare ma sopratutto per vincere. Mi definisco un allenatore vincente, anche se non si può sempre vincere. Ma bisogna sempre partire con questa idea.

Pensi che la partecipazione alla Champions League sia stato un ulteriore peso per la squadra?
Purtroppo quest'anno abbiamo abbastanza infortuni. Da Cabanas, che ha iniziato in ritardo per l'operazione alla spalla, a David Carrasco che si è rotto la faccia e ha dovuto essere operato. Ora è fuori Gorría. C'è sempre qualche piccolo infortunio, o qualche malattia che lascia qualcuno fuori per qualche tempo. Ma penso che partecipare alla Champions sia per noi un vantaggio per assimilare esperienza, anche se i frutti si vedranno più avanti. Tireremo un bilancio a fine stagione. Anche se un gruppo di giocatori sta facendo un grande sforzo quest'anno, ma spero possa aiutarli a crescere, anche se sarà difficile mantenere un ritmo così alto per tutta la stagione.

Tirando le somme in questa prima parte di Champions, come crede si sia comportata la sua squadra?
In Europa abbiamo iniziato senza grandi aspirazioni. Pochissimi dei ragazzi  hanno avuto esperienze internazionali e siamo andati avanti poco a poco. Poi hanno preso il ritmo, sono cresciuti e siamo entrati nella competizione, sopratutto perchè abbiamo perso paura e rispetto da palcoscenico. Siamo David contro Golia: giochiamo contro squadre con grandi budget e grandi giocatori. Anche così però si cresce.

In ultimo, qual'è la sua sfida personale?
Non ne ho. In questo momento mi concentro solo sulla mia squadra. Deve crescere e penso che il Sabadell giochi una buona pallanuoto. Penso, per quello che mi riguarda, che con il mio curriculum sportivo io possa continuare ad allenare solo nel mio paese.  

 

24 / 02/ 18