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Brescia-Olympiacos 6-7

Brescia: Del Lungo, Guerrato, C. Presciutti, Manzi, Paskovic 1 (rig.), Rizzo 2, Muslim, Nora 1, N. Presciutti 1, Bertoli, M. Janovic 1, Vukcevic, Morretti.
All. Bovo
Olympiacos: Pavic, Mylonakis, Delakas, Genidounias 1, Fountoulis 2, Nikolaidis, Dervisis, Buslje, Mourikis 1, Gounas, Argyropoulos, P. Obradovic 3, Galanopoulos.
All. Vlachos
Arbitri: Margeta (SLO), Ohme (GER)
Parziali: 0-2, 3-1, 2-1, 1-3

Brescia – Che peccato! Una partita giocata bene, recuperata, condotta e poi persa a soli 3 secondi dal termine. Pesa come un macigno nell’economia della gara il rigore non concesso a Rizzo nella prima frazione che si chiude sul 2-0 per gli ospiti. Seconda scolfitta in 3 gare per i lombardi, stavolta immeritata, ma questo è lo sport a volte.
La gara si fa subito in salita per l'uno-due elenico, Bovo è maestro nel tenere le redini del gruppo, la pausa è buona per riorganizzare la squadra che non si perde d’animo e comincia a macinare gioco ma soprattutto a fermare quello dell’Olympiacos, mezza e più nazionale greca oltre Buslje e Obradovic, praticamente una corazzata candidata alla vittoria della coppa.

Stavolta il rigore c’è per gli arbitri, Paskovic cominica a ridurre lo svantaggio, Rizzo e Janovic gasano il pubblico di Mompiano ribaltando il risultato che poi si riequilibra prima del riposo lungo. Sono gare queste in cui bisogna essere perfetti per avere la meglio, a meno di colpi di fortuna. Per evitare disturbi eccessivi alla Dea bendata, Nora riporta in vantaggio i suoi che macinano bel gioco a partire dalla difesa sia in pari che in inferiorità per irretire gli avversari. Che dal canto loro hanno l’esperienza per non farsi prendere dai nervi oltre i dovuto restando attaccati al risultato e pareggiando i conti ogni volta che si trovano a dover inseguire anche quando perdono Buslje e Delakas.
La musica va avanti in questo modo per tutto il resto della gara, poi quando manca davvero poco la Leonessa comincia a sentire il peso della rimonta iniziale. Bovo chiama time out a meno di un minuto dalla fine con Janovic e Obradovic fuori in contemporanea, vuole guadagnare tempo e il posizionamento di fronte alla porta di Pavic. Nulla di fatto, ma anche Vlachos ha conservato un time out, purtroppo per i nostri colori. I suoi in pochi palleggi riescono a guadagnare una superiorità a soli 4 secondi dalla fine, il resto la fa la mano e l’esperienza di Obradovic che centra la sua personale tripletta perforando all’improvviso Del Lungo, incolpevole come tutta la squadra della sconfitta. Giocare bene, per lunghi tratti meglio dei greci, oltre che col cuore stavolta non ha pagato, la trasferta a Budapest contro l’OSC (sconfitto dal Barceloneta) sarà più importante di quanto già non lo fosse per non perdere di vista la vetta del girone.

«La nostra è stata una buona prova – commenta coach Bovo -, abbiamo iniziato difendendo bene e con qualche difficoltà in fase offensiva, ma poi siamo venuti fuori pure in attacco. Contro un avversario di assoluta qualità, abbiamo pagato il precario stato di forma di Petar (Muslim, ndc). Comunque, fino a quattro secondi dal termine, eravamo pari e la sfida è stata decisa da un errore tecnico da parte di uno degli arbitri».

29 / 11/ 17