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Pro Recco – OSC Budapest 9-12

Pro Recco: Massaro, Di Fulvio, Mandic, Di Somma, Luongo, Velotto, Renzuto 1, Buslje 2, Ivovic 2, Filipovic 2, Aicardi 1, Kayes 1, Bijac.
All. Ratko Rudic
OSC: Mitrovic, Brguljan, Manhercz 3, Randelovic, Burian 2,Prlainovic 4, Seman 1, Kovacs, Erdelyi 1, Ubovic 1, Bundschuh, Harai, Levai.
All. Lajos Vad
Arbitri: Rakovic (SRB), Sadekov (RUS)
Parziali: 1-1, 4-4, 2-4, 2-3

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Arriva anche la prima sconfitta in Champions per la Pro Recco: l’OSC si dimostra squadra compatta e non ha difficoltà a cambiare la sorti della gara, dopo che nei primi due tempi le sorti della gara sono sempre state in equilibrio. Finisce 12-9 per gli ospiti magiari, ma grande merito va ad un Prlainovic, ex di lusso, che ha trascinato i suoi nella galoppata finale vincente. Al Recco è mancata sopratutto la difesa: Bijac, subentrato a Massaro dal terzo tempo non si è rivelato all’altezza della sua fama. Ma a dirla tutta anche in avanti la Pro ha perso lucidità nella seconda parte di gara. Certo non è da sottovalutare la grandissma prova di Branislav Mitrovic, che ha praticamente chiuso la porta magiara, cadendo solo tiri veramente imparabili.

«Statici e leggeri in difesa, inesistenti in attacco - commenta a fine gara Ratko Rudic - questa sera sono mancati concentrazione e impegno, ci servirà da monito per il futuro. È un bell'avvertimento per noi: se vogliamo restare al vertice serve un altro atteggiamento, quello che per esempio abbiamo avuto nella partita di andata a Budapest. Ci dispiace per il pubblico di Verona che ci ha spinto dall'inizio e meritava una prestazione diversa da parte nostra».

Il Recco si presenta sul bordo vasca con la maglietta in omaggio a Kobe Bryant, il campione di basket dei Lakers deceduto lo scorso gennaio in un incidente. Poi viene chiamato Paolo Barbero, ex preparatore della Pro, oggi nello staff del Verona Hellas, a cui il presidente Maurisio Felugo consegna una targa ricordo.
Quindi si parte: dopo una lunga parte di studio, condita da gran agonismo, passa l’OSC con Ederly, imitato da Ivovic sei secondi dopo. Prima frazione comunque appannaggio dei due numeri uno: Mitrovic da una parte, il bravo Massaro dall’altra stoppano le azioni più pericoloso degli avversari, prima di capitolare entrambi.
Nella seconda frazione i biancocelesti si portano sul doppio vantaggio, Buslje e Kayes, ma sono ripresi e superati dai più precisi ungheresi: Prlainovic (in serata di grazia), Burian e Manhercz. La reazione recchelina la griffa ancora Buslje, ma si incomincia a capire che qualcosa non “gira” come al solito nel motore del Recco: tiri sbagliati, difesa approssimata. Insomma non è certamente la Pro Recco che a Budapest ha fatto vedere i sorci verdi proprio all’OSC. C’è ancora tempo per il botta e risposta di Ivovic e Manhercz, e si arriva sul 5-5 all’intervallo lungo.
Rudic parla ai suoi ragazzi raccolti sotto il bordo vasca, ma lo sguardo del “baffo d’oro” non è il solito: getta nella mischia Bijac al posto di un ottimo Massaro, e il gioco riprende con la rete di Filipovic, che per l’ultima volta nel match porta in vantaggio i campioni d’Italia. Da quel momento (6-5) saranno costretti ad inseguire, restando al palo alla sirena finale. Una partita storta, non c’è dubbio, che ha anche deluso gli oltre mille presenti alla piscina Monte Bianco di Verona. E come ha detto e ripetuto mister Rudic, bisogna metterci più impegno.


Nella foto di Giorgio Scarfì
Joe Kayes

 

21 / 02/ 20