Dopo Paolo Barelli e Gianni Lonzi, due ex arbitri internazionali parlano del caso Buffon. Roberto Petronilli, Presidente del GUG, Massimiliano Caputi, settorista del GUG sono stati chiamati in causa come ex interpreti di quel ruolo troppo spesso accusato a torto o a ragione: l’arbitro.

«In questo modo mi sembra di giocare a pallanuoto, perché ogni volta che si tocca l’avversario l’arbitro ferma il gioco». Denigra la pallanuoto? Le ha fatto pubblicità? O ha messo un dito sulla piaga: gli arbitri fischiano troppo?

Roberto Petronilli

Non mi sono offeso leggendo la dichiarazione di Buffon. Credo che contribuisca a farne parlare. E poi non credo che abbia detto qualcosa di diverso dalla realtà: stiamo lavorando da tempo sulle interruzioni e non è facile. E quindi riconosco che il nostro gioco è troppo spezzettato. Poi che calcio e pallanuoto siano raffrontabili può solo che essere un'opinione. Per me non lo sono. Credo che per certi aspetti la pallanuoto abbia un gioco più avanzato del calcio. Buffon ha detto che ad ogni contatto c’è un’interruzione: non è vero. E qui sta proprio la differenza fra calcio e pallanuoto. Nel calcio un fallo in area di rigore è sempre un penalty, anche se il pallone sta negli spogliatoi. Nella pallanuoto no: se non è una chiara occasione da gol non c’è il penalty. Un concetto credo più avanzato, tenendo presente che noi giochiamo in uno spazio più ristretto rispetto al calcio. Quindi certamente stiamo lavorando per ridurre le interruzioni ma e soprattutto per ridurre il gioco violento. Un diktat che sembra inconiugabile ma che deve assolutamente essere messo in pratica.

Massimiliano Caputi
Un ascolto attento di quanto ha dichiarato Buffon non denigra affatto la pallanuoto. Certo che se si leggono solo i titoli, allora cambia tutto. Poi se parliamo di gioco spezzettato, allora personalmente non so dire se è spezzettato o meno. Come tutte le cose si va sempre a periodi: non ci piace il gioco pesante, non ci piace il gioco duro, per poi dire l’esatto contrario: si fischia troppo. Ci sono delle regole che vanno applicate. Dipende dagli interpreti: certamente dagli arbitri, ma soprattutto dai giocatori e dagli allenatori. Si fischia poco se il gioco è regolare, corretto. Se tutti gli interpreti hanno un atteggiamento particolarmente aggressivo, si fischia di più. Ma questo succede in tutti gli sport. Dal calcio al basket.

Secondo lei i supporti tecnologici potrebbero aiutare la pallanuoto? In che modo e con quali modalità tecniche?

Roberto Petronilli
Per alcuni casi nella pallanuoto il supporto tecnologico potrebbe esser d’aiuto così come lo è senz’altro nel calcio. Come è usato oggi nel calcio credo sia pericolosissimo. Secondo me il supporto tecnologico dovrebbe essere usato solo per fatti importanti così come nella pallanuoto. Abbiamo provato al collegamento dei due arbitri: senza dubbio è utile, non solo durante la partita ma anche come strumento didattico. Il problema esisterebbe solo in campo internazionale per i problemi di lingua.

Massimiliano Caputi
Credo che Buffon abbia ragione su una cosa, e lo dico da ex arbitro: faccio fatica a capire la valutazione che viene data ad un arbitro, nel senso che se lo strumento viene utilizzato per derimere ogni dubbio, da un certo punto di vista  si tende alla perfezione del risultato, dal punto di vista della prestazione arbitrale e della sintonia con il gioco, con quello che accade, con le sensazioni dei protagonisti, che sono fattori importanti nell’evoluzione di una partita, sicuramente l’utilizzo della tecnologia in maniera così frequente, così esasperata fa perdere valore alla figura stessa dell’arbitro. Quindi secondo me l’utilizzo degli strumenti tecnologici andrebbe molto limitato a fenomeni molto circoscritti. Per quanto riguarda il collegamento fra i due arbitri durante una partita di pallanuoto, anche qui ci potrebbero essere problemi di vario genere. Io sono stato con Mario Bianchi protagonista dell’esperimento nel 2011 in Coppa Italia. Ma fra me e Bianchi c’è da sempre un rapporto di conoscenza e diciamo pure di confidenza che ci ha agevolato. Potrebbe anche diventare un elemento di disturbo per due arbitri che non abbiano una sufficiente conoscenza reciproca, perché romperebbe la concentrazione e potrebbe diventare un elemento di distrazione. Mentre in fase di allenamento dovrebbe essere un sistema indispensabile, specialmente alternando un arbitro giovane ad uno di grande esperienza.

05 / 09/ 17

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