I recenti campionati del mondo hanno messo ancora una volta in evidenza il problema arbitrale. Come già accaduto alle Olimpiadi, il fischietto più equilibrato è stato italiano. A Rio c’era Massimo Gomez, a Budapest Alessandro Severo, a cui è stata anche affidata la finale.
Oggi il settorista Massimiliano Caputi coadiuvato da Mario Bianchi, designatore della serie B e responsabile docente nazionale, ad un anno dal loro insediamento hanno fatto passi avanti per migliorare l’operato della categoria, utilizzando le nuove tecnologie della rete.
Con i loro pareri cercheremo di “leggere” quanto è successo a Budapest.

Mario Bianchi, a mondiale ormai archiviato, che cosa pensa degli arbitraggi?
Come tutte le grandi manifestazioni l'inizio è stato problematico per tutti gli arbitri. All'estero gli arbitri rispetto ai loro campionati di appartenenza fischiano poche partite. Quindi le prime partite delle grandi manifestazioni sono sempre quelle dove fanno un "rodaggio". Poi quando il torneo si è fatto più selettivo sono entrati in campo i big: dal nostro Severo, ad Alexandrescu direi che non ci sono stati grossi problemi, ed il bilancio mi sembra sufficientemente positivo.

Secondo lei non è stato concesso un pò troppo il gioco "pesante"?
Sono anni, per non dire decenni, che l'organo tecnico della FINA, che era presieduto da Gianni Lonzi, ha cercato di frenare il gioco pesante. Un aneddoto: nel 2014 all'Europeo sono stato il primo ad estrarre il cartellino rosso in Serbia-Ungheria per il gioco pesante. L'indicazione c'è. E' regolamento. Adesso qualcosa sta incominciando a muoversi: durante Italia-Ungheria, Schwartz ha espulso Fondelli e Harai per reciproche scorrettezze. L'indirizzo è quello. E' chiaro che come oggi accade in tutti gli sport di contatto l'intensità degli allenamenti porta sempre di più verso il gioco fisico

Gianni Lonzi ha asserito che gli arbitri si allenano poco. D’accordo?
All'estero in gare ufficiali è fuor di dubbio che fischino meno che in Italia. Da noi c'è l'obbligo del GUG di compiere un allenamento alla settimana. Se fossero due o di più meglio ancora. Poi c'è un'altro aspetto: ci sono club si serie A1 che si lamentano sulla mancata presenza di arbitri in partite di allenamento. Personalmente credo che l'allenamento sia un momento che vada al di là della categoria che normalmente stai arbitrando. Mi spiego: il problema dell'arbitro è quello di imparare a fischiare immediatamente. Se ti alleni con squadre juniores o di serie inferiore, impari ad essere più attento. Spesso fischiare allenamenti di squadre della propria categoria, sei più portato a lasciar correre, in pratica lasci giocare. E non va bene. Certo non è mai abbastanza: oggi i giocatori si allenano molto, e noi decisamente meno. Si può fare di più? Sicuramente. Dobbiamo farlo.

 

07 / 08/ 17

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