...  Già oggi 365 giorni orsono eravamo qui a piangere le 43 vittime che il ponte Morandi, (il ponte di "Brukelin" come lo chiamavano i genovesi), ha portato via. Non possiamo nè vogliamo dimenticare.
Il titolo sono le prime parole di Renzo Piano nell'articolo di apertura che questa mattina è sul quotidiano dei genovesi, il Secolo XIX.

Il sindaco di Genova Marco Bucci ha chiesto un minuto di raccoglimento alle 11.36: tutta la città si fermerà per ricordare le 43 vittime. Le persone sfollate, come tutti i mesi, si ritroveranno per rinnovare il rito del lancio di 43 rose bianche nel torrente  Polcevera accompagnato da 43 rintocchi di campana tibetana.

Noi vogliamo dimenticare, dicevamo. E migliori parole di quelle di Papa Francesco, nella lettera inviata ieri ai genovesi,  non ci possono essere per farlo.

«Cari fratelli e sorelle, cari amici. È passato quasi un anno dal crollo del Ponte Morandi che ha provocato la morte di 43 persone. Famiglie che partivano o tornavano dalle vacanze, uomini e donne che stavano viaggiando per lavoro. È stata una ferita inferta al cuore della vostra città, una tragedia per chi ha perso i propri congiunti, un dramma per i feriti, un evento   comunque   sconvolgente per chi è stato costretto a lasciare le proprie case vivendo da sfollato. Voglio dirvi che non vi ho dimenticato, che ho pregato e prego per le vittime, per i loro familiari, per i feriti, per gli sfollati, per voi tutti, per Genova.
Di fronte a eventi di questo genere, il dolore per le perdite subite è lancinante e non facile da lenire, come pure è comprensibile il sentimento di non rassegnazione di fronte a un disastro che poteva essere evitato. Io non ho risposte preconfezionate da darvi, perché di fronte a certe situazioni le nostre povere parole umane risultano inadeguate.
Non ho risposte, perché dopo queste tragedie c’è da piangere, rimanere in silenzio, interrogarci sulla ragione della fragilità di ciò che costruiamo, e c’è soprattutto da pregare. Ho però un messaggio che sgorga dal mio cuore di padre e di fratello, e che vorrei trasmettervi. Non lasciate che le vicende della vita spezzino i legami che tessono la vostra comunità, cancellino la memoria di ciò che ha reso così importante e significativa la sua storia.
Io sempre quando penso a Genova penso al porto. Penso al luogo da dove partì mio padre. Penso alla quotidiana fatica, alla caparbia volontà e alle speranze dei genovesi.Oggi voglio dirvi una cosa innanzitutto: sappiate che non siete soli. Sappiate che non siete mai soli.[....]»

14 / 08/ 19