Massimiliano Caputi, settorista del GUG, non tutti gli arbitri fanno rispettare regole che ci sono. Lei come vede una crescita globale della categoria?

La prima considerazione: non è che non vengono applicate da tutti. Chiaramente in campo internazionale abbiamo arbitri che hanno esperienze diverse, che provengono da campionati diversi, quindi, e non è forse un caso, che italiani, come spagnoli, ungheresi, serbi e croati hanno un'esperienza dai propri campionati, dalle coppe europee tale che hanno la tendenza a prevenire il gioco troppo fisicamente spinto. Più in generale, in una grande manifestazione partecipano arbitri proveniente da altre situazioni e quindi la capacità di prevenire viene meno. Sensazioni più evidenti nelle prime fasi delle grandi manifestazioni, fino poi a scomparire nelle fasi cruciali. Quindi come arrivano le squadre migliori arrivano anche gli arbitri migliori, fatto salve le solite ragioni di neutralità. Tutto ciò per arrivare alla conclusione che tutto il movimento ha necessità di una crescita complessiva, che richiede però anche un investimento mirato a questa crescita. Ed è proprio questo il punto dolente: si fa molta fatica a fare. Non bastano gli allenamenti in piscina, ma grazie agli strumenti tecnologici oggi a disposizione ci vuole anche una crescita formativa a "secco", con il supporto di video per capire meglio i vari momenti di una gara. Quello che stiamo facendo in Italia da ormai un anno. E' questa una strada che abbiamo indicato e che deve essere ampliata, supportata a livello mondiale per crescere.

Nella commissione tecnica non c'è più un membro italiano. Bene o male e perché?
Gianni Lonzi è stato per noi un punto di riferimento straordinario. Ora non c'è più ed è un danno enorme per gli arbitri non solo italiani, ma di tutto il mondo. La sua disponibilità verso tutti, h 24 e 365 giorni all'anno, è stata proverbiale. Oggi per la nostra categoria non avere più Lonzi significa ripensare il ruolo della Commissione Tecnica in altro modo. Sicuramente Ibern se sarà capace, e sicuramente lo sarà, dovrà fare qualcosa di diverso, in un altro modo, sarà l'occasione per portare idee nuove, sopratutto da qualche i nuovi membri della commissione, e cito Bebic che ha grande entusiasmo, ma chiaramente abbiamo perso un punto di riferimento e ricostruirlo sarà importante. Ci sono sicuramente aspetti negativi ma dovremmo trovare quelli positivi da un nuovo gruppo che dovrà crescere. E' chiaro che qui non si tratta solo delle gestione arbitrale, ma il vero pericolo viene dalle nuove regole che ci troveremo di fronte. Regole che la commissione tecnica uscente ha cercato di contrastare, ed adesso bisognerà capire se la nuova commissione tecnica farà altrettanto.

Nella foto
Massimiliano Caputi (a sin) intervistato da Fabrizio Failla

 

08 / 08/ 17

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