«Il più felice, in un momento come questo è il mio cane. Non mi ha mai avuto tutto per sé, continuativamente, per così tanto tempo». Dalla sua casa di Ostia, Marco Capanna trascorre il tempo oltre che facendo compagnia al suo meraviglioso quadrupede, leggendo, aggiornandosi, studiando, scambiando opinioni soprattutto con le sue ragazze della SIS Roma.
«Mi sento quotidianamente con le mie atlete. Anche con Shae (Fournier) che è rientrata in Canada e con Iza (Chiappini), tornata anche lei temporaneamente, in Brasile. Spesso organizziamo incontri video collettivi. Ci è capitato anche di berci una birra insieme, a distanza di centinaia di chilometri uno dall’altra. E’ anche questo un modo di trascorrere un po’ di tempo assieme, in attesa che la situazione migliori».

Come la vede? Quante prospettive ci sono che si possa tornare in vasca?
Quando non lo so, ma un dato è certo: ne usciremo. Dovremo fare i conti con una situazione diversa da quella che ci siamo lasciati alle spalle, ma ci riprenderemo. Noi siamo pronti a rimetterci in pista. Eravamo pronti a fare la nostra parte già nei mesi passati, nonostante le difficoltà dettate da un campionato spezzatino, dagli impegni pressanti delle nostre giocatrici impegnate nelle Nazionali. Se ci sarà data una possibilità, saremo i primi a rimetterci in pista. E non sono io a dirlo, ma il senso di appartenenza alla società che quotidianamente esprimono le atlete della SIS Roma.

I problemi da superare sono ancora tanti, ma qualcosa all’orizzonte sembra profilarsi. Se non altro a livello di ipotesi.
Si è parlato di una sessione di campionato in estate. Ben vanga. Garantire un finale a questa stagione credo sia doveroso. Così come necessario è anche garantire un dignitoso finale di stagione all’attività giovanile. Sarebbe un bel segnale oltre che un riconoscimento a chi si è impegnato per raggiungere certi obiettivi.

Da più parti stanno arrivando proposte. Recentemente è stata normata anche l’indennità speciale per i “collaboratori sportivi”.
Lo sforzo è apprezzabile, ma alcune clausole che regolano il decreto andrebbero riviste. Al di là dell’importo stabilito e che reputo inadeguato, è assurda l’esclusione dalle graduatorie da parte di chi abbia superato, nel corso dell’anno precedente, un reddito da lavoro dipendente di oltre 10 mila Euro. Ma in problema non è quello. Nonostante gli sforzi compiuti dai vertici della Fin, manca una vera e propria politica di sostegno alle società sportive che rappresentano l’asse portante di ogni disciplina, della nostra in modo particolare. Sugli impianti sportivi c’è ancora poca chiarezza. Bisogna permettere alle piscine di riaprire prima possibile e garantire aiuti alle società in sofferenza: bloccare i mutui, i pagamenti delle bollette di acqua, luce e gas a quei sodalizi che hanno in gestione impianti. Riprogrammare il futuro non sarà facile, ma molto dipenderà da come le società sportive riusciranno ad uscire da questa che si profila come una vera e propria crisi. Il futuro del nostro intero movimento dipende esclusivamente da come si ripresenteranno i bilanci delle nostre società alla fine di tutto questo". 

09 / 04/ 20