La pallanuoto, come ormai da consolidata abitudine, si è data appuntamento a Roma per “presentare” i campionati di A1. Una parola che stride con la realtà che sta vivendo.
Le società: in profonda crisi economica, senza una struttura “imprenditoriale”, basate solo e soltanto sul volontariato. Che, in questo caso, non porta da nessuna parte.
E non parliamo di Lega, parola ormai affondata dalla miopia di chi gestisce il movimento.
Gli allenatori: come e chi li tutela? Hanno contratti registrati?
Gli atleti: sconosciuti a chi non frequenta piscine.
E va ancora bene che nonostante ciò ogni tanto arrivano quelle medaglie che fanno gridare vittoria!
Ma vittoria “de che” ?
Cantare vittoria per avere si e no un centinaio di persone come pubblico o di giocare le partite alle 13.30?
Per non parlare della conclusione di questo “campionato”: cambiamenti continui di formule, un fallimento dopo l’altro.
I club che danno gli atleti alla nazionale, alla fine cosa ci guadagnano?

Se evitassimo queste assurde commedie, e si cercasse di crescere, tutti insieme, senza dover recriminare per due palloni o un orario che eviti il pernottamento, allora potremmo parlare di un movimento che si presenta al grande pubblico.

La riprova, unica nota positiva, viene dal Settebello: anzi, da un coach, Sandro Campagna, che in mezzo a mille difficoltà riesce sempre a cavare il meglio da ogni situazione.
L’oro vinto a Gwangju, fa seguito a quello vinto dalla nazionale universitaria a Napoli, guidata da Alberto Angelini. Due acuti. Poi che succederà?

Le protagoniste del campionato
La Pro Recco dominerà fino in fondo, il Brescia ha buttato il carro all’aria puntando sui giovani, sfida che senza dubbio il coriaceo Sandro Bovo vincerà. Così come dovrà fare quadrato un altro “mastino” della panchina, Gu Baldineti, il quale si è visto sgretolare una squadra portata alla finale di Champions e dovrà ripartire da zero, rinunciando anche a quella competizione. La Lazio sta lottando con le unghie e con i denti per la gestione di quella piscina alla Garbatella che un’inopinata decisione politica gli sta portando via, mentre l’Ortigia, dopo l’arrivo di "sua maestà” Stefano Tempesti, non nasconde le proprie ambizioni di trovare un posto al sole. Che viene reclamato anche dal Quinto: grazie alla fantastica caparbietà di Giorgio Giorgi ha mantenuto la serie A1 e lotterà con tutte le sue forze per non perderla così come Trieste, ormai è un punto fermo della pallanuoto del nord est grazie al suo patron Enrico Samer. La Roma ha assunto le sembianze di lottatrice del suo coach, Roberto Gatto, eterno giovane in vasca, al pari di Angelini e del suo Savona, che sta cercando di cancellare (e ci riuscirà, è una certezza) il brutto episodio di qualche giorno fa. La Florentia, vuole, giorno dopo giorno, ritrovare una città, Firenze, che sembra averla dimenticata. Le due napoletane, Canottieri e Posillipo, una volta regine, oggi quasi cenerentole alle prese con problematiche societarie pesanti. Le due neo promosse, la Rari Salerno ed il Telimar Palermo, si sono ben attrezzate per fare i conti con il salto di categoria.
Ecco, così si presenterà al pubblico il campionato di Serie A1 maschile.

Ma alla fine, caro Presidente Barelli, nella “tue” presentazioni avrai davanti come ogni anno sempre le solite facce, oggi più invecchiate di ieri, di un mondo statico e stanco.

 

 

03 / 10/ 19