Riparte l’ennesima rincorsa al Recco. Perché vuoi o non vuoi, anche se la lotta al vertice salvo clamori è scontata, mentre quella sul fondo è da anni più avvincente, il primo pensiero resta sempre quello di sapere se e chi riuscirà, nel campionato numero 100, ad affondare la corazzata costruita da patron Volpi.

Che quest’anno non è andato per il sottile. Bijac, Renzuto, Velotto, Bukic (Kayes e Dobud solo per la Champions, probabilmente anche Cupido) i nuovi in vasca, ma per la panchina arriva il Re Mida, Ratko Rudic. Che sia oro olimpico, europeo o mondiale per lui non fa differenza, è ben presente nella sua bacheca. Ma, chissà come mai, tutti dimenticano che è anche l’uomo che ha ricordato agli USA che esiste la pallanuoto, e soprattutto quello che l’ha portata in Brasile, arrivando ad uno storico ed inimmaginabile quarto di finale olimpico, perso con onore contro la Croazia… scusate se è poco.

Saranno Brescia e Sport Management ad inseguire il sogno di gloria.
Mentre la squadra di Bovo si puntella ogni anno avvicinandosi sempre più al traguardo, e quest’anno Figlioli e Gallo sono una certezza, il team di Baldineti ha operato una rivoluzione: via proprio i nuovi acquisti bresciani, largo ai giovani di qualità e soprattutto fame, non solo di vittorie ma anche di un posto fisso nel Settebello, Alesiani, Dolce, Casasola e Bruni su tutti.
Tra le prime sei non dovrebbe mancare l’Ortigia, un anno di esperienza in alta classifica ed una Euro Cup storica da onorare partita dopo partita con l’inserimento dell’iberico Espanol, mentre Canottieri e Savona appaiono fortemente ridimensionate.
Se i biancorossi puntano prima di tutto ad evitare i play out con una squadra imbottita di giovanissimi del vivaio, per stessa ammissione di coach Angelini, la squadra del Molosiglio, che è riuscita a trattenere il capocannoniere dello scorso campionato, Campopiano, dovrà dare tempo ai nuovi stranieri Tanaskovic, Vukicevic e Tkak di integrarsi e diventare la guida persa con gli addii di Buonocore, Giorgetti e Velotto. A proposito di Napoli, il Posillipo, forte di un ridimensionamento anticipato di un anno, si candida a qualcosa in più dell’ottavo posto dello scorso anno schierando Manzi sul lato cattivo e il greco Papakos al centro.

Ben otto gli acquisti del Catania, tanti, anche troppi rispetto alla confermatissima in toto Florentia. Quattro i punti di distacco in favore dei gigliati lo scorso anno, c’è da giurarci che mentre in riva all’Arno vorranno rinnovare il miracolo, gli etnei proveranno in tutti i modi il sorpasso.
Attenzione alla Lazio. Il tecnico Sebastianutti ha cieca fiducia nei suoi giovani nonostante abbia perso quattro pedine fondamentali, Spione su tutti, ma chiederà ai suoi di avere un andamento più regolare, leggasi buttare meno punti, rispetto agli altri anni.

Anno zero invece a Bogliasco e Trieste, si apre per entrambe un nuovo ciclo con un nome in comune, Daniele.
Sulla panchina biancoazzurra arriva Magalotti, la società gli chiede di dimostrare che la squadra vale più degli ultimi play out, sulla alabardata siederà quel Bettini con tanta voglia di smentire chi pensava che alla Vassallo fosse lui il problema. Ad entrambi, e alle loro squadre, un sentito in bocca al lupo.
Roma e Quinto. Neopromosse si, ma con nessuna voglia di diventare vittime sacrificali.
Nella Capitale hanno pensato alla qualità e all’esperienza, si ricompone la famiglia Camilleri con l’arrivo di Jordan, ma soprattutto si accenderà una vera e propria luce in vasca grazie al montenegrino Paskovic. In quel della Liguria invece, dopo un anno in purgatorio, cercheranno di conservare la massima categoria giocando quella pallanuoto spumeggiante offerta nell’ultimo campionato cadetto.

Ma, attenzione: questo campionato potrebbe passare all storia anche per essere quello del doppio regolamento, come già anticipato a fine agosto (vai al link http://waterpoloitaly.com/conten...), se il bureau della FINA approverà a dicembre le regole sperimentate in Coppa del Mondo e nelle competizioni giovanili.

Signori, fate il vostro gioco!

11 / 10/ 18