Rio De Janeiro - La Juventus della pallanuoto si gioca la semifinale olimpica.
Sette da una parte e quattro dall’altra, c’è una “formazione di calcio” della Pro Recco fra Settebello e Serbia. «Siamo amici contro»,dice uno dell’undici, Matteo Aicardi.
E l’accostamento bianconero non dispiacerà al ct Sandro Campagna,tifoso juventino e amico di Antonio Conte. Lo ha seguito nell’Europeo da povera Italia diventata fiera (beninteso, l’Italia in calottina ha tasso di talento enormemente superiore) e ne ha tratto un’indicazione verso Rio: «Mi ha colpito la professionalità esasperata dimostrata dallo zoccolo duro bianconero- E ho sperato di vedere anche tra i miei veterani la stessa attenzione ai dettagli, senza tralasciare niente». Come successo nei quarti con la Grecia, i 6 veterani aguidare alla grande i 7 debuttanti olimpici. Come servirà ancor di più contro sua maestà la Serbia. In maniera simile agli azzurri del calcio in Francia, sebbene fermati ai rigori con la Germania, la missione di battere i più forti. «Perché è vero –arringa il ct –che la Serbia è più forte,però non ha ancora vinto. E noi giocheremo al 150%, per metterle paura».
Andare oltre i propri limiti. Magari come altri azzurri del calcio, quelli di Germania 2006. O come il Settebello stesso che, a Londra 2012, battè i serbi per andare in finale. A Rio, un’altra volta in vasca a caccia di giganti.
Le armi. Italia è un Paese, nella pallanuoto come nel calcio, fondato sulla difesa. Organizzata davanti a capitani coraggiosi e paratutto
Tempesti come Buffon.Un dato su tutti, contro i greci: la squadra di Vlachos va in gol solo conl’uomo in più, collezionando uno 0/16 in parità numerica.
E il portierone piazza 12 parate su 17 tiri, con 8 su 8 in parità, tra cui la maestosa respinta in uno contro uno con Mylonakis,la respinta da Cristo del Corcovado. «È stata una partita perfetta per temperamento, strategia e tattica - spiega Campagna - ognuno si è rispecchiato nella squadra e non in sé stesso, come avevo chiesto, si è cercata sempre la soluzione studiata. Il gol di Nora del 3-0 è un esempio: abbiamo aspettato fino alla fine dei 30’’, un gran gol che è anche il segnale che eravamo in partita».
Stessa applicazione con la Serbia, che tuttavia ha maggior e varietà e superiore potenza di conclusione con vari uomini. E in semifinale servirà cinismo sulle distrazioni difensive degli slavi, colpendo più del 9 su 26 con gli ellenici, sebbene giunto con buon campionario disoluzioni. E battaglia, a partire da Aicardi (4 espulsioni guadagnate con i greci) e Bodegas (6 falli gravi ottenuti).
Il  centroboa mascherato:«I serbi? So come sono: a volte faticano, ma poi nei momenti importanti vengono fuori i campioni che sono.La formula? Essere perfetti dall’inizio alla fine».
DeDeja vu. Aicardi e Bodegas sono 2 dei 7 della Pro Recco in azzurro, con Tempesti,Figlioli, Di Fulvio, Gitto e Fondelli. E di fronte ci saranno pure altri 4 degli allenamenti nel club: Dusan Mandic (4 gol alla Spagna nei quarti), Filip Filipovic (in crescita),Dusko Pijetovic, Andrija Prlainovic. È una semifinale,impossibile confondersi. La stessa semi di quattro anni fa,così come l’altra: Montenegro-Croazia. «Le quattro squadre di Londra –continua Campagna–si presentano qui perle medaglie. Noi abbiamo cambiato 7 giocatori e questo vuol dire che abbiamo lavorato bene, che il movimento c’è».
Aicardi c’era e c’è. Non per caso, ma anche nelle coincidenze spera. «Sono molte. Stesse semifinali. Io là mi ero fatto male al dito prima dell’Olimpiade, qui mi sono rotto il naso. L’altro giorno mi sono scordato il pass prima del quarto di finale, come a  Londra. Quindi speriamo che sia tutta una cabala positiva».(*inviato a Rio, da Il Secolo XIX del 18/08/)

 

17 / 08/ 16