La convocazione, stavolta, non l’ha fatta lui. Sandro Campagna, campione olimpico a Barcellona 92 e ct plurimedagliato della Nazionale di pallanuoto, ha ricevuto la chiamata per far parte della squadra di Fabrizio Micari, ingegnere, rettore dell’Università di Palermo e candidato presidente della regione Sicilia. Ruolo proposto, ovviamente, viste le competenze, assessore regionale allo Sport.

Campagna, che fa, cambia mestiere?
«Ho ricevuto una chiamata. “Te la sentiresti?”, mi è stato chiesto. E io ho detto sì. Penso di avere le conoscenze specifiche per poter fare bene. Se poi, la chiamata arriva dalla mia regione (Campagna è nato a Palermo e cresciuto pallanuotisticamente a Siracusa), c’entra anche lo spirito di servizio. L’apporto che potrei dare io è di tipo tecnico, istituzionale».

La convocazione è del candidato Micari, ma una telefonata di sondaggio è arrivata dal ministro dello Sport, Luca Lotti, con il placet e l’approvazione di Matteo Renzi. Fosse eletto, da dove comincerebbe?
«Premetto e ripeto che mi considero un istituzionale, cioè un addetto ai lavori eventualmente prestato a una mansione in cui far valere le mie competenze. Proprio da questa prospettiva, bisogna andare incontro alle società. Lo sport, in Italia, si basa sugli sforzi delle società sportive. Inutile riempirsi la bocca con lo sport nella scuola che – sia ben chiaro – va supportato e incentivato. Ma chi porta avanti l’attività sportiva di base e, successivamente, quella agonistica, insomma chi fa fare sport ai ragazzi, sono le società. Bisogna aiutarle e metterle in condizione di fare il meglio».

Micari ha detto che sogna l’Olimpiade del 2032 in Sicilia. Concorda?
«Quella è una prospettiva più ampia. Il Movimento 5 Stelle si è schierato contro la candidatura romana, il centrosinistra ha una visione in materia, direi, completamente diversa».

La vediamo preparata: finisce che si ritrova contro il suo presidente Paolo Barelli, che era stato eletto senatore con Forza Italia…
«L’ho già detto, il mio, nel caso, sarà un impegno di tipo tecnico. Mi considero un istituzionale. Anzi, il presidente Barelli mi ha incoraggiato».

Eventuali incompatibilità col ruolo di ct?
«Nessuna. E, comunque, parliamo di una possibilità. Le elezioni regionali sono domenica».

E, a sinistra di Micari, c’è Fava che rischia di costare un 10% di voti…
«Io sono sempre per fare squadra. E’ la mia filosofia sportiva. E non solo».

Nel Settebello ci sono i naturalizzati, in Italia lo ius soli è un tema caldo. Che ne pensa?
«Le racconto del figlio di un ex giocatore straniero del Savona, che vive in Italia da una ventina d’anni. Il figlio è nato qui, ha 15 anni e non è italiano. Mi sembra assurdo».

Prossima convocazione, da ct, non da “convocato”?
«Il 13, una settimana di common training con la Grecia. Bisogna lavorare sodo e guardarsi intorno. Tokyo si avvicina».

Lei non ha mai nascosto di essere interessato al mondo del calcio: un domani si vedrebbe più dg o ministro?
«Non so, il futuro ti sorprende sempre».

-1- Da il Secolo XIX

 

04 / 11/ 17

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