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È basito Sandro Campagna a fine gara. Ci sta perdere con la Croazia Campione del Mondo, ci mancherebbe, ma il come arriva il ko fa girare troppi pensieri nella testa. «L’avevamo preparata bene tecnicamente, tatticamente e mentalmente questa gara. Il primo tempo è andato come non doveva, 3/3 loro, 0/5 noi in superiorità hanno segnato l’andamento», ammette con onestà.
Ma è abbastanza intelligente ed esperto per non lasciarsi andare, «A caldo non bisogna tirare conclusioni, c’è tempo, rivedremo la partita, capiremo tante cose».

E, come ovvio che sia per una persona del suo spessore, si assume «la responsabilità di cosa non è andato dal punto di vista tecnico e tattico, cercheremo poi di capire dove i ragazzi devono crescere».
Croazia più forte? «Sicuramente è superiore a noi nei numeri, hanno due centri fortissimi, giocatori di grande spessore ed esperienza, sono più fisici, ad una squadra come la nostra che si basa sulla velocità e sul movimento impedisce di sviluppare gioco, dobbiamo crescere anche sotto questo aspetto. Ma credo che l’Italia sia più forte di quella vista oggi – conclude – è una squadra che se fa quello che sa può giocarsela tranquillamente con tutti».

Francesco Di Fulvio fa immediatamente i complimenti agli avversari, «Abbiamo sbagliato molto nel giro palla, al tiro e nelle superiorità numeriche, loro erano più cinici e decisi. Siamo riusciti a riprenderla dal 4-0 al 7-5 ma non è bastato, la sconfitta ci deve far riflettere e crescere ulteriormente in vista delle Olimpiadi di Tokyo».

Ma quello che è più chiaro di tutti è Pietro Figlioli, da vero capitano non si sottrae alle sue responsabilità: «Dobbiamo crescere, questa partita lo dice chiaramente che la strada verso le Olimpiadi è tutta da percorrere. Può sembrare strano – continua – ma sono contento di aver perso perché ci da la possibilità di capire dove dobbiamo migliorare sotto ogni punto di vista, una vittoria forse avrebbe insegnato meno».
Anche lui si sofferma sull’aspetto mentale, «Puoi allenarti quanto vuoi, nuotare tanto, ma è la tenuta mentale che fa la differenza a questi livelli, siamo una squadra giovane che deve crescere».  Non tutto da buttare però, «il risultato è bugiardo, siamo noi ad aver perso la partita, non loro ad averci battuto col gioco».
E onclude con positività ed una dichiarazione d’amore nei confronti di Campagna: «La strada per le Olimpiadi è in salita, ma il CT sa cosa fare e dove farci migliorare, siamo in ottime mani, non credo ci potrebbe essere allenatore migliore di lui per guidarci verso Tokyo»

28 / 07/ 18