Non è stata una bella partita dal punto di vista dello spettacolo, ma sicuramente vera. Italia e Grecia si erano affrontate 10 giorni prima in amichevole, ma una settimana e mezza fa tanto sia dal punto di vista della preparazione che da quello psicologico.
Se poi ci mettiamo che l’esordio in una manifestazione che conta con uno scontro diretto tra due buone squadre storicamente non è stato mai di quelli scintillanti, ecco servita la prima giornata dell’Europeo targato Budapest.

Campagna ne era pienamente consapevole, già alla vigilia aveva più volte ammonito i suoi e il pubblico a non credere che il titolo di Campioni del Mondo spiani la strada, anzi, «tutte le squadre avranno un motivo in più per volerci battere».
Non sono stati da meno gli ellenici, è stata partita dura «soprattutto nei primi due tempi – dichiara il CT – anzi, mi aspettavo che si giocasse sul filo fino a metà del IV tempo. Venivamo da 3 vittorie contro gli ellenici e questo poteva farci giocare un po’ scarichi mentalmente, ho cercato di prepararla sotto questo punto di vista ed è andata bene. Abbiamo tenuto mentalmente anche quando le cose non giravano come volevamo, tirando in modo impreciso anche con l’uomo in più senza un gioco corale, loro trovavano bene i centri mettendoci in difficoltà, poi siamo riusciti a controllarli con una buona difesa mettendoli sotto sul piano fisico, prima con il pressing e passando a zona al momento giusto, e avanti con belle soluzioni che hanno portato al gol».

Tutto liscio quindi? Assolutamente no, Campagna getta acqua sul fuoco quando lo pungolano sulla già ipotecata vittoria nel girone, «Francia e Georgia sono due squadre molto fisiche, non molleranno facilmente, e poi c’è la difficoltà della vasca di gioco, bellissima ma molto grande, difficile prendere le giuste misure». Ma è contento dei tre punti, concedendosi un po’ di ironia quando riflette sul fatto che «qualcuno oggi, Aicardi, è stato in vacanza, speriamo di vederlo giocare di più», velato riferimento a qualche decisione troppo fiscale degli arbitri soprattutto nella prima parte della gara che per forza di cose condiziona il rendimento del centro recchelino.

Buona la prima quindi, ma non bisogna cantare vittoria, ci sono altre due partite tra l’Italia e la testa definitiva del girone, «tutte daranno il massimo e a noi servirà per accumulare esperienza. Se dovesse andare come speriamo – conclude – troveremo sul nostro cammino una squadra slava, Croazia o Montenegro probabilmente, e sarà un’altra battaglia, quindi ben vengano partite come queste che ci mettono a dura prova».

Sulla stessa linea di pensiero Francesco Di Fulvio, giovane ma maturo quanto basta per schivare i complimenti e restare concentrato: «Penso alla squadra che è la cosa più importante. Abbiamo cominciato un po’ a rilento, poi man mano ci siamo sciolti, anche al tiro e con l’uomo in più siamo migliorati. L’importante era vincere e ci siamo riusciti, le prossime partite sulla carta dovrebbero essere più abbordabili ma dobbiamo restare concentrati». Anche la Freccia Azzurra sottolinea l’impatto con la Duna Arena, «stupenda, ma dove non ci eravamo mai allenati, l’impatto iniziale è stato un po’ strano, poi è andata bene, ma l’Europeo è ancora lungo».
E già, perché non è facile arrivare sapendo di avere gli occhi addosso, «ma noi non ci pensiamo – prosegue – abbiamo fatto una buona preparazione anche se non è stata lunga come poteva essere d’estate, ma vale un po’ per tutti, siamo arrivati a Budapest carichi e vogliosi di far bene lasciandoci dietro tutto quello che c’è stato nel 2019, siamo nel 2020», coma a dire, resettiamo.
Perché sarebbe facile crogiolarsi sugli allori e i complimenti, personali e di squadra, «dobbiamo lasciarci alle spalle il passato, pensare a crescere soprattutto in difesa per ritornare a giocare come in passato, oggi tutto sommato dopo il cambio campo è andata meglio, ma io e tutti i miei compagni sappiamo che dobbiamo restare concentrati». Luglio non è poi così tanto lontano, «è vero che le Olimpiadi sono l’obbiettivo principale per tutti – conclude – ma non dobbiamo assolutamente snobbare una medaglia che manca all’Italia dal 1995, dobbiamo essere fin da subito concentrati».

 

14 / 01/ 20