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«E' andato tutto molto bene, per quasi tutta la partita» Così Sandro Campagna nel post partita di Italia - Grecia ai microfoni di Ettore Miraglia su Waterpolo Channel.
«Meno lucidità - continua il Ct - fra fine del terzo e inizio del quarto tempo quando abbiamo gestito male l'attacco. Ho chiamato time out perchè, si è giocato con troppa sufficienza, subendo contropiedi avversari, espulsioni, insomma non avevamo la stessa intensità. Però una volta riequilibrato l'attacco si è assestata anche la difesa. Certamente mancava il guizzo, il tiro come si deve, cose che però vengono con il tempo».
Insomma il tecnico del Settebello è visibilmente soddisfatto da questa settimana di collegiale. «Abbiamo lavorato molto bene - prosegue Campagna -  intensamente sul piano fisico, per poter vedere alcuni ragazzi che ultimamente non avevo visto. E domani chiudiamo con l'ultimo common con la Grecia».  
Un bel banco di prova dunque la nazionale ellenica, che ricordiamo ha tenuto testa per due tempi alla Serbia nelle finale di bronzo ai mondiali.
« Non è una squadra facile, se non attacchi bene la loro zona. Il loro pressing è difficile, devi essere bene organizzato. Quando abbiamo fatto delle entrate organizzate, precise, logiche è venuto fuori anche un bel gioco d'attacco. La Grecia ha giocato molto a pressing e chiaramente i due centri hanno sofferto parecchio: due ragazzi giovani (Bruni e Casasola, ndr) che se vogliono ambire ad un posto da titolare devono crescere parecchio. Certamente che con Aicardi e Bodegas in acqua, avrebbero cambiato tattica, giocando di più a zona».
Parole di elogio del Ct azzurro per i due migliori in vasca: Fountoulis e Echenique. « Fountoulis lo feci esordire io in nazionale agli europei del 2006 - spiega Campagna -. Aveva 18 anni, era già forte allora ed oggi è il leader di questa squadra, direi uno dei più forti attaccanti al mondo, capacità di tiro incredibile, gioca per la squadra. Echenique è un innesto importante. Giocatore di alto livello, che, oltre ad essere mancino, nuota bene, da profondità nei contropiedi, ma sopratutto capisce la pallanuoto, è al servizio della squadra, serve palloni preziosi, non è solo un finalizzatore, è un organizzatore. Quando approfondiamo i nostri discorsi tattici vedo che capisce al volo, segno di maturità ed esperienza internazionale».
La grande cornice di pubblico ha impressionato Campagna, che continua sorridendo: «Alcuni amici mi hanno chiamato perchè la polizia non li ha fatti entrare. Mi hanno detto che fuori dell'impianto ci saranno state più di trecento persone. Quindi basta poco: con una buona comunicazione, anche via social, la gente ci segue, viene, si appassiona anche per una partita amichevole. Peccato solo che molti media non ci hanno dato oggi molta evidenza perchè dicevano che la partita non era interessante. Il nostro sport deve uscire da queste logiche. Se vinciamo o se è una partita straufficiale con la Serbia allora è interessante. Il resto no, non interessa. Non credo sia giusto, nè corretto: questo sport merita più attenzione ed il Settebello merita attenzione sempre e comunque, quando vince e quando perde».
Un'obiezione viene fatta a Campagna: forse è la conseguenza di un anno "orribile" per la pallanuoto, anche se il Settebello è garanzia di rendimento? «Abbiamo sofferto parecchio questa estate, eravamo tutti convinti di far bene ci è andata male un pò per le vicissitudini della vigilia un pò per un pizzico, che a me non piace chiamare di sfortuna. Anche se c'è stato qualche nostro errore. Siamo usciti da quella competizione (il mondiale, ndr) con la consapevolezza di essere ancora di più fra le grandi al di là del sesto posto. E' considerato un risultato negativo? Giusto, però io non guardo il risultato, c'è il lavoro e la crescita di ragazzi del 93, 94, 95 che non passa in secondo piano. Hanno raggiunto ottimi livelli, hanno maggiore esperienza internazionale: a 24 anni hanno quasi tutti più di cento partite in nazionale, hanno fatto un'Olimpiade, due mondiali, un europeo. Altri si stanno avvicinando. Poi c'è la crescita di Renzuto che quest'anno sta giocando con lo Jug, quindi farà esperienza internazionale. Dolce anche oggi ha giocato più minutaggio, Manzi lo stiamo inserendo con i dovuti modi, i portierini dietro sono molto alti bravi ma bisogna lavorarci ed avere pazienza con loro. C'è un lavoro dietro a tutto. Poi qualche anno può andare anche male, ma l'obiettivo nostro reste il 2020. Presenteremo una squadra altamente competitiva».

18 / 11/ 17