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Sandro Campagna, non si tira indietro: lo dimostra ancora una vota in mixed zone, quando risponde con apparente serenità, anche se c’è la certezza che dentro ci sia tanta rabbia.
Gli errori in superiorità numerica possono essere la chiave di lettura della partita:«No, non è solo quello – aggiunge il Ct -. Anche all’inizio abbiamo preso dei gol dalla distanza e con l’uomo in meno non funzionava. Sapevo che Petkovic potesse essere un’arma molto importante per loro, ma evidentemente non sono stato molto preciso nelle indicazioni perché abbiamo subito quattro gol da lui e ci ha fatto male. In diversi momenti noi giocavamo meglio a uomini pari, loro con l’uomo in più ed in meno. Questa credo sia la chiave di lettura della partita».

Analisi giusta del ct, che ha evidenziato come il Montenegro sia stato in grado di mettere in difficoltà l’Italia. E continua: «Noi nel terzo tempo abbiamo sbagliato l’impossibile. Abbiamo sbagliato sei, sette uomini in più consecutivi che non ci hanno tenuti aggrappati alla partita. Ma nonostante ciò sapevo che c’era l’opportunità di recuperare vanificata però da errori in cose molto facili. Queste sono partite dove bisogna essere concentrati dall'inizio alla fine, dove un episodio te la può far girare a tuo favore. Noi non siamo stati bravi a farlo. Siamo stati lenti, sopratutto in fase di superiorità numerica. Tante volte non siamo anche andati al tiro, come se la testa non fosse legata all’orologio. Nonostante noi dalla panchina gridavamo, ma evidentemente non si sentiva. Mancava poco e c’era un passaggio in più e l’occasione sfumava».

Quindi gli avversari: «Bravi loro. Vittoria meritata. Era la squadra che mi aspettavo.  Noi confermiamo che a gennaio non giochiamo bene ed abbiamo un passo inferiore rispetto all'estate. Questo è un dato di fatto. Forse è anche meglio così, perchè ora resettiamo quanto di buono abbiamo fatto nel 2019 e ci buttiamo nello studio e nell’analisi per la preparazione delle Olimpiadi».

Certamente il Ct non è soddisfatto, nonostante lo sguardo induca a pensarlo. Sopratutto evidenziando che il Montenegro ha “letto” ogni mossa dell’Italia: «E’ stato bravo Gojkovic a studiare ogni nostra mossa, noi avevamo della alternative ma non riuscivamo a metterle in pratica a causa della nostra lentezza. Non siamo riusciti a cambiare passo durante le azioni: una nostra caratteristica è quella di avere una o più soluzioni nella stessa azione, anche nei passaggi, nelle letture di cosa fare. Nulla di ciò oggi si è visto. Ci sta. E comunque meglio adesso questo mezzo passo falso che questa estate».

 

22 / 01/ 20