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Sandro Campagna è un ct raggiante quando arriva in sala stampa. Una vittoria che aspettava dal 2012, da quando nella semifinale Olimpica di Londra, la Serbia aveva perso 9-7 in semifinale. Poi l'Italia aveva sempre ceduto il passo. Un vero incubo, quasi una maledizione.
«Ho sempre avuto la sensazione che fossimo in partita, anche sotto di quattro reti. La squadra non stava giocando male. Solo che stavamo subendo troppe espulsioni e non riuscivamo a fare il gioco che volevamo. Poi abbiamo sprecato due volte tirando sul portiere e subendo poi il loro contropiede. Insomma la partita stava "girando" a loro favore e dovevamo cambiarla».

Cambia tono di voce, ora il ct:«Abbiamo cambiato in difesa, mettendoci maggiore aggressività, e ripartendo velocemente dopo i controfalli. Abbiamo fatto subito due gol a uomini pari se non erro e li abbiamo capito che potrevamo rientrare nel match. Comunque al di la del risultato mi interessava che giocassimo alla pari e la prestazione infatti è stata ottima. Siamo tornati in partita imponendo un break di sei reti, andando due volte al doppio vantaggio».

Doveroso però sottolineare che «A loro mancavano due "assi di cuore" come Mitrovic e Prlainovic, ma questo torneo ha dimostrato che abbiamo una varietà di gioco enorme che potremmo sviluppare solo stando insieme e lavorando continuativamente».

Se non fosse stata per la partita non giocata ...«Dopo la Spagna abbiamo fatto tre gare di altissimo livello. Questa partita meritava una finale mondiale e quindi l'Europa Cup può solo che migliorare se organizzato per tempo e con le giuste strategie che portino sempre la piscina piena che accompagni le migliori nazioni del mondo».

08 / 04/ 18