Da un comune di poco meno di 5500 abitanti, con un santo patrono che è sempre in cerca della sua “omonima” gemella, San Fortunato, sei titoli italiani assoluti, tre giovanili, una coppa Comen in bacheca, certamente non ci si aspetta il “pienone” in piscina quando gioca la sua Rari Nantes.
Così, invece è stato, in gara tre delle semifinali play off, per cercare di ritornare lassù, in quella serie A1 che ormai manca da anni al Boschetto.
Ma la cosa più strana è che quel chilometro e mezzo che la divide da Recco, meglio dalla Pro Recco, sembra allungarsi a dismisura se si parla di pallanuoto. Camogli ha un impianto natatorio di prim’ordine, ma non ha i mezzi economici della Pro Recco. Che al contrario non ha ormai da decenni una propria vasca.
Ed anche in tema di tifosi, i “bianconeri” sembrano battere i cugini “bancocelesti” sul tema supporter e tifo. Alla Giuva Baldini ieri sera si sono contate oltre mille presenze, rumorose, ma piene di passione per il proprio club.
E se si pensa che durante tutta la stagione (da sottolineare che siamo in serie A2) raramente se ne sono contate meno di 300, è facile intuire quanto sia importante la pallanuoto nel cuore dei camoglini.
Il Pescara, guidato da un ligure “doc”, Paolo Malara, ci ha provato a contrastare la marcia dei bianconeri, ha lottato con le unghie e i denti in queste tre partite di semifinale per riportare il glorioso club abruzzese ai massimi livelli italiani. Ma contro la Rari di ieri, in gara 3, non c’è stato nulla da fare.
I sette bianconeri in vasca si sono moltiplicati, spinti da un tifo assordante, quasi calcistico. E questo è il gran merito della Società di Massimo Bozzo: non aver mai abbandonato i propri tifosi, non averli mai traditi. Cosa accadrà nelle prossime settimane è difficile dirlo: per abbracciare la promozione in A1 bisognerà superare lo scoglio Telimar Palermo (per inciso altro club di A2 che fa il pieno di pubblico), squadra costruita per conquistare la massima serie.
Ma comunque vada, ieri sera il Boschetto ha dato prova di essere uno dei pochissimi siti liguri dove la pallanuoto è un credo, è sentita, è vissuta. E questo i moschettieri di Angelo Temellini lo sanno.
E, cercando di non pensare a cosa potrà succedere dopo, ci proveranno. Per i loro tifosi.


16 / 06/ 19

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