Tre giorni a Torino per la Santa Waterpolo che cerca il suo campione.
Così, a sensazione, è più facile trovare il favoritissimo nella pallanuoto che un ristorantissimo che ci soddisfi. E’ un lavoro sporco e qualcuno lo deve fare, ed è per questo che ci siamo noi di Calottina&Forchetta.

Allora, se avete conservato le indicazioni della puntata su Torino durante il campionato, rinnovo tutto e rilancio, però non posso che cominciare, again, per passione gastronomica e empatia, da “Casa Vicina” che ha la sua casa dentro Eataly al Lingotto. A Eataly, da tradizione del formato di Oscar Farinetti, troverete molti ristoranti “al banco” per tutti i gusti.

Il locale della famiglia Vicina, osti per vocazione dal 1902, quando il capostipite Giovanni Battista Vicina Mazzaretto apre una locanda con cambio di cavalli, ora viene portato avanti da Stefano in sala e Claudio con la moglie Anna Mastroianni in cucina: hanno continuato ed evoluto un senso per l’ospitalità e un piacere della tavola che ho trovato raramente espresso come qui. Tradizione rivisitata con brio e intelligenza dal vitello tonnato al tonno di coniglio, dagli agnolotti Vecchia Eporedia pizzicati a mano al rognone alla coque con vellutata di senape e aglio in cucina. Dalla passata di verdure con leggerissima bagna caoda servita nel bicchiere da Martini, con cui tutto comincia, al Montebianco alla canavesana con cui tutto finisce, tutto provoca sommovimenti nei sensi.

Un’altra realtà familiare è quella delle “Antiche Sere” nel quartiere San Paolo, con una cucina classica ma di grande qualità: tomini elettrici, frittata di erbette, tajarin alla piemontese, stinco di maiale al forno. Dite che è troppo caldo? Per favore.

A Largo Saluzzo, nel centro della movida di San Salvario, potere unire l’utile di una cena al dilettevole di una serata senza confini. Seduti nel bel dehors di “Scannabue” potrete assaggiare i bottoni ripieni di coniglio con senape e la canonica finanziera. Bella la selezione di formaggi e la cantina.

Come da “Parlapà”, nei pressi della stazione Susa. Vini da accompagnare con le acciughe al verde o gli gnocchi con il gorgonzola.

Sempre molto gradito dai torinese “Il Gatto nero”, tradizione toscana in una sala vintage, anni ’70. Per un pranzo veloce (ma anche no), un dolce, uno spuntino, un buon caffè e un tuffo nella storia c’è il “Caffè San Tommaso 10 Lavazza”. Qui cominciò l’avventura del marchio italiano più famoso del mondo.

Per una buona pizza gourmet (con prodotti di altra qualità dalla ‘nduia di Spilinga ai capperi di Salina ai salumi di Mora Romagnola) c’è Berberé propaggina in terra sabauda di una famosa e fortunata catena.

Infine, come sapete e se non lo sapete ve lo dico io, Torino è la città del cioccolato. Molti sono i luoghi dove provarlo, assaggiarlo, gustarlo, ma io suggerisco “Odilla Chocolat” di Gabriele Maiolani, in via Fratelli Carle.
Praline, cioccolatini, gianduiotti, tavolette, invenzioni  meravigliose (come il Godò) con le migliori qualità di cacao - tra queste il venezuelano Sur del Lago - selezionate dal maitre chocolatier.

Non perdetevi questo antro dei piaceri e buona Santa a tutti.  

 

17 / 05/ 17

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