Rapallo on my mind. La Final Six femminile è un modo per ritornare nella mia amata patria. Ecco quindi alcuni consigli per gustare al meglio questo evento.
Innanzitutto un’immersione tra gli ulivi di San Massimo da “U Giancu", dal nome del fondatore, nel 1960. Ora al comando c’è Fausto Oneto, suo figlio, famoso per la sua cucina ligure d’entroterra, per le sue insalate (non dite insalatone che vi caccia), per il “prebuggiun” la straordinaria raccolta di erbe spontanee che rappresenta uno dei piatti più famosi della cucina ligure. U Giancu è anche il ristorante dei fumetti: mangerete attorniati da libri, schizzi, quadri dei più grandi vignettisti italiani con Fausto che cambia un cappellino scherzoso a ogni portata. Mangerete seguendo il ritmo delle stagioni nell’orto: dai funghi ai carciofi, dai pomodori alle melanzane. E poi ravioli e focacce fatte in casa, sformati di verdura, minestrone alla genovese, bracioline di agnello a scottadito, filetto di maialino con salsa di mele.
In città, in corso Venezia, parallela a Carugiu Dritu, cioè via Mazzini, il luogo dello struscio, c’è un altro locale del mio corazon: Bansin. Cioè “bilancino”, soprannome del fondatore, precisissimo nel pesare quanto ti dava, mai che gli scappasse un nanogrammo di farinata in più. Qui noi ragazzi dei Seventies facevamo il nostro aperitivo ante litteram: farinata e un bicchiere di vino bianco, nei giorni ricchi allungato con il Campari. Qui troverete i grandi classici zeneisi, dalle trenette al pesto allo stoccafisso accomodou, dal coniglio alla ligure alla frittura di acciughe e, naturalmente, la farinata amata anche da poeti e scrittori come Ezra Pound che non abitava lontano da qui.
Infine vi voglio suggerire un negozio molto raro in queste lande, “Parla come mangi” di Guido Porrati davanti al chiosco della musica, sul lungomare. Guido raccoglie il meglio dell’enogastronomia italiana e lo offre ai suoi clienti, dai salumi ai formaggi, dalla pasta al vino, troverete prodotti di pregio e di nicchia.
Ah, io a Pasqua ho acquistato un’insalata russa ellittica.
Vale la pena, infine, di visitare Santa Margherita, per la bellezza del borgo e anche per provare l’Acqua Pazza di Claudio Modena: gamberi e finocchi conditi con olio di agrumi; tartare di palamita; capasanta caramellata al curry con emulsione agli agrumi; risotto con gamberi di Santa Margherita con fonduta di basilico.
Riviera golosa, in sport e cucina. 

11 / 05/ 17

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