L'idea iniziale era quella di poter tornare in acqua oggi, dopo una pausa di una settimana, considerando l'inesistenza di una data ufficiale per la ripresa del campionato. Non sarà così: le vacanze forzate per Presciutti e compagni dureranno ancora, almeno per un'altra settimana.
La società di via Rodi, pur avendo la disponibilità dell'impianto natatorio di Lamarmora, ha deciso di tenere a riposo i propri atleti per altri sette giorni. Nel pieno della crisi da Coronavirus una scelta sensata e in linea con quanto sta avvenendo per tutti gli sport italiani.
Non saranno però giorni di ozio totale per i ragazzi di Alessandro Bovo, chiamati a esercizi mirati da poter svolgere fra le mura di casa o, al massimo, in giardino, a secco. Un palliativo per non perdere totalmente il tono muscolare, ma certamente non efficaci come quelli svolti in acqua. Il tutto in un contesto di totale incertezza, sia sulla ripresa del campionato, sia per quanto riguarda le coppe europee (sospese dalla Len) e, sullo sfondo, la questione ancora irrisolta su un eventuale slittamento delle Olimpiadi che, però, non è stato ancora deciso.

«Tutto il mondo sportivo è fermo e, nonostante il nostro ambiente di allenamento sia sicuro, non è ancora il momento di riprendere» afferma il presidente dell'An Brescia Andrea Malchiodi. La vasca da 50 metri a disposizione di una squadra composta da 20 atleti consentirebbe a tutti gli effetti di svolgere allenamenti di nuoto, mantenendo le debite distanze.
Non esisterebbe dunque un pericolo di contagio fra gli atleti, ma la questione a questo punto va ben oltre quella puramente e meramente sportiva: «Oltre che per la salvaguardia della salute dei nostri atleti, dobbiamo fermarci anche per il doveroso rispetto verso tutta la città: la situazione è drammatica, gli ospedali non sanno più come accogliere i nuovi malati e le morti quotidiane hanno raggiunto numeri che potrebbero arrivare da uno scenario di guerra - conclude Malchiodi -. Invece, la guerra la stiamo combattendo tutti in casa nostra e senza nemmeno poter vedere il nemico. Nel nostro piccolo possiamo fare l'unica cosa che viene richiesta a tutti, rimanendo a casa e dando il buon esempio».
Ma, seppur da casa, è anche tutta l'attività del vivaio a non fermarsi. Anche i più giovani, squadra per squadra, hanno ricevuto i loro esercizi da fare a casa, uniti ai racconti dei campioni della prima squadra che, una volta alla settimana, trasferiscono emozioni ed esperienze vissute con dei video, via WhatsApp. Il primo a parlare ai giovani è stato Niccolò Figari, con alcuni aneddoti sui Mondiali vinti nel 2011 a Shangai e nel 2019 a Gwangju. (1-da BresciaOggi)

Nella foto
Nicolò Figari

23 / 03/ 20