La nuova stagione del Posillipo è iniziata da una settimana, a ranghi ridotti tra impegni delle nazionali giovanili e trafile burocratiche, ma l’entusiasmo in quel di Mergellina non manca. È alla sua seconda stagione da tecnico rossoverde Roberto Brancaccio, chiacchierare con lui non si limita al classico domanda-risposta, la conversazione è sempre piacevole perché quando meno te lo aspetti si va oltre l’argomento.

La scorsa stagione si è chiusa meglio del previsto
Puntavamo alla salvezza, poi la squadra pian piano è riuscita a trovare gli equilibri che inizialmente mancavano e sono quindi arrivati dei buoni risultati. Non era facile considerando il profondo ringiovanimento della rosa, oltre che l’arrivo di un tecnico nuovo, ma ci siamo tolti qualche soddisfazione.

Nonostante la crisi che regna sovrana nella pallanuoto italiana il Posillipo si è mosso sul mercato…
Arriveranno il centro Papakos e il mancino Manzi dal Brescia, rientreranno i fratelli Di Martire dopo la parentesi alla Canottieri, e Scalzone. Per il resto si attingerà dal nostro vivaio così come lo scorso anno, con la differenza sostanziale di un anno in più di esperienza per alcuni di loro, oltre che in prima squadra anche nei tornei internazionali giovanili, e mi riferisco a Iodice, Silvestri, Gregorio, Parrella e lo stesso Di Martire. I talenti ci sono, bisogna stimolarli, oltre che allenarli.

Si spieghi meglio
La pallanuoto è sempre stato uno sport in cui l’Italia ha sfornato ottimi giocatori, sia a livello giovanile che assoluto. Ultimamente si è sofferto un po’, attribuendo la colpa a svariati motivi, dalla mancanza di soldi alla società attuale che attira i ragazzi verso altri interessi, alla scarsa voglia di fare sacrifici. Ma quando a bordovasca ci sono tecnici che riescono ad inculcare lo spirito giusto, voglia di arrivare e disciplina, con alle spalle società solide che sanno programmare nel tempo, i ragazzi hanno gli stimoli necessari per andare avanti e dare l’anima negli allenamenti.

Una visione diversa rispetto a quello che c’è in giro da quando tanti, forse troppi, hanno abbandonato la pallanuoto
C’è però una precisazione da fare: la selezione naturale è stata sempre fatta, anche il talento cristallino stimolato al massimo se non ha dentro quella voglia di emergere prima o poi lascia, così come in ogni sport. Lo stesso discorso vale in caso di occasioni di lavoro o di studio difficilmente ripresentabili, ci sono sempre state e il fenomeno abbandono si è comunque manifestato, anche se passato in sordina nei decenni scorsi.

Ritornando al nostro campionato, come vede le altre squadre dopo la campagna acquisti?
Il Recco è sempre di un altro pianeta, c’è poco da fare. Il colpo grosso stavolta l’ha fatto con l’ingaggio di Rudic, prima ancora di tutti gli altri campioni arrivati quest’anno. Brescia a seguire, così come la Sport Management che ha ringiovanito molto la squadra badando comunque alla qualità. Qualcosa in più delle altre l’ha fatta l’Ortigia, e poi mi ha colpito l’arrivo alla Roma Nuoto di Paskovic, grande qualità ed esperienza

E il Posillipo? Vorrete riconfermare la classifica della scorsa stagione?
Ci proveremo, consapevoli del fatto che ci saranno tanti giovani che avranno bisogno di qualche tempo per abituarsi alla categoria. Certo rispetto all’anno scorso avranno maggiore esperienza come detto precedentemente, ma abbiamo la consapevolezza che qualche passaggio a vuoto potrebbe essere naturale, anche se in serie A1 non ci si può permettere di perdere troppo terreno.


Nella foto Schembri ©
Roberto Brancaccio

08 / 09/ 18

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