«Hanno vinto i più forti. Adesso bisogna pensare al bronzo». Secca la risposta di Alessandro Bovo, che ha seguito la semifinale dalla sua Savona. «La Serbia è uscita da un momento di difficoltà, e come sempre accade la reazione è stata devastante».
In sei gli osservati speciali: Del Lungo, i fratelli Presciutti, Nora con la calottina azzurra, dall’altra parte Randelovic, tutti suoi atleti del Brescia.
Pronti via, e siamo sotto di tre reti. Possibile?
«La partita ha preso da subito una piega sbagliata. Perché dopo la prima rete serba, per un errore dell’arbitro, il pari realizzato da Figlioli è stato annullato. Non voglio dare colpe a nessuno, ma alle volte scattano dei meccanismi che creano problematiche particolari».
Perché?
«Perché la partenza fulminea della Serbia ci ha sorpresi, non ci ha permesso di ragionare, sono saltati tutti i programmi che Campagna senza dubbio aveva studiato e fatto provare e riprovare ai ragazzi. Basta capire le difficoltà che ha avuto Stefano Tempesti: ha sempre cercato di coprire gli spazi lasciati scoperti dai difensori. Chiaro che se gli spazi si allargano, lui non può fare dei miracoli».
Ma non solo la difesa non ha funzionato ….
«Figlioli era marcato stretto, impossibilitato all’alzo e tiro. Certo qualche errore con l’uomo in più è stato fatto, meglio, gli avversari hanno indotto all’errore. Ripeto: la Serbia è scesa in vasca decisa ad andare avanti. E l’ha fatto».
Ma alla fine l’Italia ha carburato
«Beh, facile quando loro hanno mollato. Quando sei avanti di sei reti, puoi anche permetterti di rifiatare. Adesso i ragazzi devono azzerare tutto e pensare solo alla finale con il Montenegro. C’è in palio un bronzo. Un bronzo olimpico. Dobbiamo portarlo a casa».

18 / 08/ 16