A Torino arriva di buon ora, si siede in tribuna e tra una telefonata e l’altra, un'occhiata al tablet, una stretta di mano, guarda con attenzione le due gare in programma. Lui è Paolo Barelli, presidente della FIN, rieletto presidente LEN e adesso in corsa per il diventare il numero uno mondiale. Ma con tanti problemi sul tappeto.

La LEN nel recente congresso di Marsiglia ha puntato i piedi. Non vuole le modifiche del regolamento. Cosa succederà?
C’è una situazione che indipendentemente dalla LEN fa si che ci sia insoddisfazione da parte della famiglia mondiale della pallanuoto. Non è solo un fatto europeo, anche se è chiaro che in Europa la pallanuoto si fa sentire di più. Però ci sono anche stati come gli USA, l’Australia e credo anche Giappone e Cina che nutrono preoccupazione. Vedremo adesso cosa accadrà nelle prossime settimane. Sono due gli aspetti. C’è la prospettiva di revisione del programma olimpico: l’Olimpiade trascina tutto il movimento e quindi c’è una sorta di preoccupazione che ha messo anche in allerta la FINA. Dall’altra parte c’è, ormai da anni, questa richiesta di modifica delle regole, che comunque ancora non convincono. Quindi la speranza è di trovare la formula esatta.

Resta il fatto che la pallanuoto è lo sport che negli ultimi vent’anni ha cambiato più regole di tutti.
Anche basket e volley hanno fatto cambiamenti. Oggi la pallanuoto continua ad avere tredici atleti a referto e sette in vasca. I cambiamenti che ci sono stati hanno tutti la stessa matrice tecnica, mirata a spettacolizzare lo sport stesso. Ci sarà a breve il congresso: vedremo cosa si deciderà

Parliamo un po’ di casa nostra. Domani inconterà i presidenti delle società. Cambiamenti in vista o rimarrà questa final six che non piace a tanti. Paolo Barelli, come presidente FIN, cosa ne pensa di questa formula?
Come tutte le cose ci sono i pro e contro. Lo scorso anno questa formula è stata caldeggiata dalla maggioranza dei presidenti delle società di A1. Non è caduta assolutamente dall’alto la decisione di attuarla. E saranno ancora loro a valutarne i risultati e a decidere quale strada prendere. Bisogna essere cauti come sempre: c’è chi la vede in un modo e chi in un altro. Ed alla fine la responsabilità della scelta cadrà sulla Federazione.

Ma dalla base i rumors sono decisamente negativi nel valutare la final six.
Sinceramente non lo so. Io personalmente non sono particolarmente innamorato di questa o quell’altra formula. Io non sono il tutore di questa formula. Faremo delle valutazioni e vedremo cosa si deciderà. Vorrei sottolineare che fino alla settimana scorsa non si sapeva ancora con certezza quale fosse la composizione della griglia finale così come nella femminile. Poi ripeto ci saranno anche altri aspetti che dovranno essere valutati. Siamo aperti a qualunque scelta.

Una decisione che spetta dunque alle società: ma perché allora la federazione non apre alla lega, alle associazioni giocatori ed allenatori, che sono poi i veri attori del nostro sport?
Chi ha detto che la federnuoto ha chiuso? I tutori che hanno questo potere sono le società. Fino ad oggi per quanto riguarda il problema della formula la decisione l’hanno presa le società, per quanto riguarda la Lega le stesse società non hanno voluto prendersi la responsabilità e soprattutto l’onere (mi ripeto l'onere) di poter gestire una lega. Nel momento in cui ci saranno proposte serie, volontà certificata, la federazione è propensa affinchè ognuno segnali il proprio destino, naturalmente in maniera positiva e seria, impegnandosi. Non c’è un preconcetto e credo che sia fondamentalmente errato pensare che la lega non è stata creata per volere delle federazione pur essendoci la volontà delle società.

18 / 05/ 17

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