Selfie e magliette autografate. La medaglia che lancia riflessi d’argento e i suoi sorrisi. Roberta Bianconi è diventata una delle ragazze copertina della pallanuoto italiana. «Mi chiamano, m’invitano. E’ appena iniziato, ma è bello. Lunedì sera è stata ospite, con la sincronette azzurra Elisa Bozzo (quinta a Rio con la squadra) e la farfallista genovese Claudia Tarzia (tricolore categoria seniores nei 100) della festa di fine estate del Centro Estivo Acquatico della Sciorba, il super impianto gestito dal gruppo MySport. Dove ha parlato del suo percorso sportivo e dei suoi prossimi obiettivi. Prossimo appuntamento il 15 in Comune a Recco dove sarà premiata dall'Amministrazione Comunale.

Il passato (prossimo). Un argento meraviglioso quello conquistato a Rio. O forse un oro perso? «Purtroppo per arrivare a quelle partite e vincerle si deve essere abituati a giocarle. Gli USA sono una squadra abituata ad allenarsi per vincere quel tipo di sfide. Noi siamo arrivate fino a quel punto senza probabilmente esserlo. La semifinale è stata una gara tanto piena di emozioni che ci ha indotto a giocare come se fossimo già in finale. Arrivati in fondo ci provi, entri in acqua animato dalla voglia di vincere la medaglia d'oro, però forse eravamo un pò scariche».

Il presente. Perchè ancora la scelta dell'Olympiakos?
«Perchè mi sono trovata bene. E purtroppo ho consluso la passata stagione non nel migliore dei modi. Non come volevo io da vincitrice. E' stato un anno molto particolare, sofferto, e vorrei riprovare a riportare la squadra in alto, come l'anno scorso, quando abbiamo vinto tutto».

Come vede il campionato italiano
«Mi spiace che alcune società hanno dovuto ridimensionarsi, o addirittura chiudere come il Prato. Anche perchè la nazionale ha dato la dimostrazione che la pallanuto femminile in Italia c'è. E può dare tanto. E se ci aiutano a lavorare bene possiamo ancora a dare tanto. Però sull'altro piatto della bilancia ho notato che alcune squadre si sono rinforzate e quindi il prossimo campionato sarà più equilibrato, non si vedranno più le solite irraggiungibili, secondo me tra il primo ed il quarto posto non ci sarà più tanta differenza.

Il futuro. Si fa tanto parlare delle Olimpiadi a Roma. Cosa ne pensa?
« E' già un sogno giocare un'Olimpiade. Giocarla in casa tua sarebbe .. . il sogno dei sogni! Ho sentito che ci sono diverse problematiche in merito, ma da atleta poterci essere sarebbe bellissimo».

Un sogno da non precludere però. Tania Di Mario docet.
«Avrò 35 anni e poi di Tania c'è ne è una sola. Non credo di poter arrivare a tanto».

Un futuro in un club in Italia?
«Non lo escludo. Mi piacerebbe tornare anche se vorrei che fosse chiaro che sono andata all'estero non per problemi "ambientali" ma solo per trovare nuovi stimoli e nuove motivazioni per trovare la carica giusta che mia aiutasse ad affrontare queste Olimpiadi».

Nostalgia di focaccia e trofie al pesto?
«Certamente si. Il cibo mi manca da morire».

E papà Renato cosa dice?
«Senza dubbio la mia lontananza molti mesi all’anno gli pesa…. Ma in fondo sa che sono contenta della scelta fatta ed alla fine lo è anche lui».

13 / 09/ 16