«Il giusto premio per un gruppo di ragazzi che hanno dimostrato di avere un gran carattere. E’ stato il primo oro mondiale della nostra storia». Gianni Lonzi, allora Ct azzurro non ci dice altro. Quasi è commosso dalla nostra telefonata per ricordare quella sera.
Già, una serata brutta, piovosa, fredda, quella del 27 agosto 1978 a Berlino. Alle 21 la nazionale è in vasca contro l’Ungheria, dopo aver battuto nel girone finale la Russia (5-4) e la Jugoslavia (6-5). I magiari per conquistare l’oro dovevano assolutamente vincere.
Ma questa volta non andò come l’anno prima alle Olimpiadi di Montreal, dove l’arbitro americano Felix regalò l’oro agli ungheresi. Questa volta grazie alle due reti di De Magistris ed a quelle di Simeoni e Sante Marsili, gli azzurri pareggiarono i conti: fini 4-4 e l’oro nella pallanuoto, dopo 18 anni da quello Olimpico di Roma, tornò in Italia.

Spalti deserti sotto la pioggia battente: fra gli sparuti spettatori si notano l'appena eletto presidente del CONI Franco Carraro, ed il grande e mai dimenticato Sandro Castellano, giornalista innamorato della pallanuoto.

«Sinceramente ero molto frastornato, quasi incredulo – ci racconta Massimo “Mamo” Fondelli - la tensione dei giorni precedenti d’un tratto svanisce e tu sei a pensare con te stesso ed a ripeterti “sei un campione”. Poi il giorno dopo si è scatenato tutto lo scibile: la consapevolezza di avere vinto il primo oro mondiale, cosa irripetibile, ci ha fatto esplodere».  

Una gara sofferta, con l’Ungheria quasi affrontata con timore.
«La pioggia era incessante – confida Sante Marsili - ricordo solo che dopo aver segnato la rete del 4-3 guardai in cielo e dedicai gol e vittoria a mio padre, mancato l’anno prima. Ero certo di vincere la gara, gli ungheresi erano cotti, anche se trovarono la forza di segnare il gol del pareggio a 40” dal termine».

Goleador della serata il mito azzurro Gianni De Magistris. «E’ stato un mondiale strano. All’inizio ci fu qualche problema fisico, poi tutto scivolò via. Il ricordo più bello riguarda la partita con la Jugoslavia: a metà gara Gianni (Lonzi, ndr) sostituì Alberto Alberani che non era in serata. Mario Scotti Galletta si tuffò, incredulo in vasca. E dalla metà campo fino alla porta continuava a ripetere a voce alta: forza Mario, sei il migliore, dai Mario che pari tutto… E fu praticamente perfetto. Un ricordo che mai nessuno potrà cancellarmi dalla mente».
Oggi dunque sono passati quarant’anni da quella sera.
«Mi sarei comunque aspettato un ricordo ufficiale da parte della Federazione - conclude il "toscanaccio terribile" - in fondo noi abbiamo vinto il primo titolo mondiale della sua storia. Ma forse, alla FIN, certe cose non interessano».

Questi i magnifici Campioni del Mondo
Alberto ALBERANI, Silvio BARACCHINI, Romeo COLLINA, Gianni DE MAGISTRIS, Massimo FONDELLI, Marco GALLI, Sante MARSILI, Alessandro GHIBELLINI, Paolo RAGOSA, Mario SCOTTI GALLETTA, Rolando SIMEONI

28 / 08/ 18

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