Il consiglio federale riunitosi telematicamente oggi si è pronunciato su alcuni argomenti molto delicati.
Radio vasca sussurra che colui che ha la delega per gestire la cassa integrazione, avrebbe comunicato di chiederne l’incredibile prolungamento di altre cinque settimane, quando l’emergenza pandemia è ormai terminata.
Poi l’aver fissato la data del congresso nazionale della FIN al 4 settembre. Congresso che dovrebbe rieleggere Paolo Barelli alla presidenza.
In realtà doveva slittare al prossimo anno, perché, secondo le attuali regole, si dovrebbe tenere all’inizio di ogni quadriennio Olimpico ma quest'anno, a seguito della pandemia, sarebbe dunque saltato.

Il condizionale è d’obbligo: la mossa (a sorpresa?) è studiata per eludere l’eventuale approvazione della legge delega sullo sport che ha come scadenza il 31 agosto.
Non solo: nel “pacchetto” di norme che dovrebbero essere approvate (ma visti i tempi brevi sarà durissima) c’è una novità che fa tremare il numero uno della FIN. E’ stato suggerito a Spadafora di mettere uno stop alle cariche dei politici, senatori o deputati che siano, nei ruoli sportivi. In futuro, per evitare commistioni, si vuole che non possano più ricoprire incarichi apicali, la presidenza ad esempio, di Federazioni sportive.
Il suggerimento, si legge sul blog “Spycalcio” di Fulvio Bianchi pubblicato da repubblica.it è stato subito accolto dal ministro Spadafora, che ha detto «Non è male, possiamo lavorarci sopra».

E’ certo che sia per Spadafora che per il suo partito (Movimento 5 Stelle) l’ideale sarebbe bloccare a due il mandato delle Federazioni mentre Luca Lotti aveva previsto un massimo di tre, con una finestra, l'ultima, per chi è attualmente in carica.
Anche perché se venisse stabilita l'incompatibilità politici-presidenti (di Federazione sportiva) chi dovrebbe scegliere cosa fare sarà proprio Paolo Barelli, ora deputato di Forza Italia e n.1 della Federnuoto.

Quindi ecco dove nasce tutta questa premura, a meno che, il 2 luglio, si pronunci in merito la Giunta del CONI.
Resta comunque a favore di Barelli il fatto che il cammino parlamentare di questa legge delega procede a rilento: se non viene approvata entro agosto, Spadafora dovrà chiedere tre mesi di proroga. E Barelli potrà essere rieletto superando così il ventennio di presidenza.

Oggi il quotidiano “Messaggero” ha pubblicato una speciale classifica sui presidenti russi più longevi: in questo contesto il nostro Paolo Barelli non sfigurerebbe di certo.
Attualmente in testa a questa classifica c’è Pietro Il Grande, che ha regnato per 42 anni, dal 1682 al 1724. Al secondo posto Ivan il Terribile, che regnò dal 1547 al 1584 per 37 anni. Al terzo posto si piazzerebbe ipoteticamente Paolo Barelli, che dal 2000 al 2020 regge la Federnuoto. Dovrà difendere questa terza posizione dall’incalzante Vladimir Putin, che certamente è presidente dal 2012, ma proprio in questi giorni ha chiesto di modificare la costituzione per restare in carica fino al 2036.

26 / 06/ 20

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