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Lo scorso 7 maggio Paolo Barelli, Presidente Len, ha preso una decisione: le elezioni del massimo organismo europeo programmate per il 10 maggio, abbinate come sempre ad una manifestazione di peso (in questo caso agli europei di nuoto), a causa dell’azzeramento di ogni evento per la pandemia, sono state riprogrammate per l’8 novembre, sempre a Budapest.
E sarà un evento a sè stante, quasi il “nostro” sia alla ricerca di una rielezione plebiscitaria.
Stefano Arcobelli, prima firma delle discipline acquatiche della Gazzetta dello Sport, e curatore della rubrica «Questione di Stile», ha affrontato lo stesso argomento, ma su un diverso palcoscenico: le elezioni della Federnuoto.

«In molti ci chiedono se davvero Paolo Barelli proporrà il rinnovo delle cariche federali a settembre – scrive Arcobelli -. Nel guado di mille situazioni da gestire (per non dire delle vicende europee e non escludendo conseguenze sulla vicenda giudiziaria scatenata dalle denunce di Consolo), oggi la giunta Coni ha annunciato i prossimi passaggi istituzionali».
Argomento che avevamo già affrontato.

C'è anche un altro capitolo che riguarda da vicino la FIN: la saggia decisione di Giovanni Malagò, presidente CONI, è proiettata ad aiutare  tutte le società sportive, duramente provate dal lockdown.
«Sicuramente nella giunta e Consiglio nazionale di giugno ci saranno dei chiarimenti assoluti sulle assemblee elettive federali e del Coni – afferma Giovanni Malagò, che ha annunciato come le elezioni Cio slitteranno a dopo i Giochi di Tokyo -. La Giunta del Coni ha dato il via libera – aggiunge -, anzi ha invitato tutti gli organismi sportivi, a trasferire tutte le voci presenti nel bilancio preventivo per la preparazione olimpica, vale a dire per l’alto livello, a favore dell’associazionismo, dunque delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche. Qualche Federazione l’ha già fatto. Ora c’è un preciso indirizzo del Coni su cui vigileremo. Del resto molti eventi sono impossibili da organizzare, vista la situazione. Abbiamo inoltre deciso che il 50% del patrimonio che fa capo agli enti regionali del Coni, circa 5 milioni, sarà utilizzato per l’associazionismo sportivo: credo sia un segnale importantissimo, il Coni non chiuderà il bilancio in utile ma, data la straordinarietà della situazione, la riteniamo una cosa giusta, apprezzata dal ministro e anche dai membri della Giunta. Molte manifestazioni e molti impegni come l’Olimpiade che erano a carico del Coni non sono possibili da praticare e quindi a cascata trasferte, ritiri, ritiri, premi, integrazioni di giudici, arbitri, commissioni tecniche ecc. tutte devono essere trasferite. Qualche federazione l’aveva portata avanti, ora c’è una precisa presa di posizione del Coni, su cui noi vigileremo».

Ma torniamo alle elezioni della Federnuoto. La domanda è semplice: cosa farà Barelli?
«Iniziative Coni a parte – continua Arcobelli -, il tema politico dev’essere chiaro: finché Barelli deciderà di fare il presidente sarà dura, anzi impossibile, pensare di poterlo battere. Per puntare alla presidenza serve una squadra ed un progetto che, ad esempio se fossero davvero a settembre le elezioni, necessitano di tempo per essere valutati da parte di chi magari spera in un cambiamento. La gestione è questa e tutta l’attività politica anche in questi giorni di virus da parte del numero uno Fin, è incentrata proprio sul consenso e sull’impegno a sostenere il movimento come quello ad esempio degli impianti. Finora, insomma, non abbiamo sentito nomi per la temeraria discesa in campo. Succede da venti anni…».

17 / 05/ 20