Un fulmine a ciel sereno. La FIN ha preso una decisione: confermare per due anni la Final 6, driblando quanto le società hanno espresso nei due incontri tenuti a Siracusa e Genova.
Presidenti, allenatori, giocatori tutti favorevoli alla vecchia formula dei play off,  masticano amaro.
Dictat inaccettabile? O forse una presa di coscienza di una realtà dove un play off a quattro non avrebbe gran senso?

«Se parliamo di play off – ci ha dichiarato il Presidente della FIN Paolo Barelli - credo che si debba parlare di una finale a otto squadre, ma con squadre equilibrate, per cercare di coinvolgere anche quelle società che non saranno fra le prime quattro. Ed è quello che sogno. Ma non ci sono i tempi tecnici per farlo. Dunque credo che l’unica soluzione praticabile sia la formula che abbiamo adottato negli ultimi anni. Anche perché se parliamo di play off a quattro sappiamo già da ora quali saranno le squadre che parteciperanno».

Il Barelli pensiero però non è condiviso da diversi club, da molti coach ed atleti, che vedono nei play off una strada per attirare pubblico, per cercare una pallanuoto spettacolo.
Ma è chiaro che le prossime stagioni saranno dense di impegni, ed il campionato sarà imbottito di turni infrasettimanali. Le coppe per club, l’Euro Cup che diventerà il brand europeo della World League e culminerà con la Super Final, per non parlare del 2020 quando a gennaio ci dovrà essere un mese di stop per i campionati Europei che si dovranno disputare a Budapest, per lasciare spazio alle Olimpiadi: un calendario dunque fittissimo che avrà ripercussioni su tutti i campionati delle nazioni d’Europa.
Proprio la scorsa settimana sul nostro sito era comparsa l’intervista a Ivica Tucak, ct della Croazia, che lanciava un segnale importante: troppa attività internazionale.(http://waterpoloitaly.com/conten...)
E proprio a suffragio di questa, secondo il presidente della Fin non c’è spazio per i play off.
«Ribadisco – conclude Barelli – che il mio sogno è quello di fare play off a otto squadre, con squadre equilibrate, ma oggi non c'è questo equilibrio. E con questi impegni non è possibile. Puntare invece ai play off a quattro squadre? Prima ancora di iniziare sapremo quali saranno. E le altre?»

Che sia la strada giusta o sbagliata non sta a noi dirlo: a prescindere dalle formule una qualunque squadra impegnata nei play off ha la certezza di fare il pieno di pubblico nelle gare di casa. E pieno di pubblico significa parlare di pallanuoto, divulgare questo sport. Ed acchiappare anche i piccoli sponsor.
La scorsa Final Six si è disputata a Siracusa: il pieno di pubblico c’è stato, ma solo quando è scesa in vasca l’Ortigia, squadra di casa. Una vera e propria prova del nove, nonostante si sia cercato di “gonfiare” il numero di presenze sui vari tabellini, fatto ormai abituale a cui, scusate tanto, nessuno crede più.

Questa la comunicazione che il Presidente FIN Paolo Barelli ha inviato ai presidenti delle società di serie A1.

«Carissimi la formula dei prossimi campionati è stata ulteriormente approfondita nel corso del Consiglio Federale della giornata del 10 luglio 2018.
Dopo attenta valutazione delle diverse istanze discusse nei vari incontri con i presidente delle società interessate, il Consiglio Federale ha deciso di mantenere l’attuale formula “Final Six” per l’assegnazione del titolo di Squadra Campione d’Italia.
Tale decisione tiene anche conto delle caratteristiche nel calendario varato dalle federazioni internazionali per le due stagioni precedenti ai Giochi Olimpici di Tokyo.
La Federazione provvederà ad indicare la sede della manifestazione tenendo presente l’importanza dell’avvenimento e dando indicazione degli orari di svolgimento delle partite in modo da favorire la partecipazione sia del pubblico che dei telespettatori».

 

11 / 07/ 18

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