Gigi Buffon ha scatenato un vespaio nel mondo pallanuotistico italiano dopo la sua dichiarazione in merito all’utilizzo della VAR (la moviola in campo) durante le partite di calcio.
Abbiamo chiamato in causa il numero uno della Federnuoto e della LEN, Paolo Barelli, e il presidente della Commissione tecnica della LEN, Gianni Lonzi.

«In questo modo mi sembra di giocare a pallanuoto, perché ogni volta che si tocca l’avversario l’arbitro ferma il gioco». Denigra la pallanuoto? Le ha fatto pubblicità? O ha messo un dito sulla piaga: gli arbitri fischiano troppo?

Paolo Barelli
Non valuto un’offesa la frase di Buffon, che è un grande campione. Il suo ragionamento non è sbagliato: l’arbitro a pallanuoto fischia di più. Perché i giocatori sono molto vicini e per giunta in acqua. E fino ad oggi i regolamenti vigenti non sono ancora riusciti ad evitare il contatto fisico, anche perché in acqua le reazioni del corpo dal punto di vista dinamico e fisico sono diverse da quelle a secco. E’ chiaro quindi che a pallanuoto gli arbitri fischiano di più. Non vedo quindi come il nostro mondo possa offendersi di fronte ad un paragone che corrisponde alla realtà dei fatti.

Gianni Lonzi
Innanzitutto dobbiamo essere onorati se Gigi Buffon ha solo pronunciato il nome “pallanuoto”: vuol dire che la conosce e questo non deve farci che piacere. Per quanto riguarda la pallanuoto direi che senza dubbio ci sono troppi fischi da parte degli arbitri: da un’indagine fatta è risultato che nella generalità degli arbitraggi si fischia troppo ed inutilmente per falli inutili, che non inficiano lo svolgimento dell’azione.

Secondo lei i supporti tecnologici potrebbero aiutare la pallanuoto? In che modo e con quali modalità tecniche?

Paolo Barelli
Il discorso credo che sia diverso: non credo che si aiuti la pallanuoto. Quando i due arbitri non s’intendono devono fermare il gioco, ognuno deve fare trenta metri per incontrarsi e parlarsi. Ecco in questo caso se avessero un microfono per comunicare sarebbe molto meglio. Però non credo che potrebbero parlarsi su “fischio non fischio”. Ognuno ha la propria zona di vasca e qualora un arbitro dovesse commettere un errore non credo che comunicare con il collega lo possa evitare. Credo che anche nel calcio le cose con l’introduzione di questa tecnologia (sistema Vokkero, ndr) non siano cambiate eccessivamente: viste le distanze, l’arbitro fa prima a comunicare con i guardalinee. E quindi una tecnologia moderna che potrebbe essere anche introdotta nella pallanuoto, ma non determinerà, a mio parere nella maniera più assoluta, una maggiore o minore qualità dell’arbitraggio.

Gianni Lonzi
Nel calcio ci sono distanze ben diverse da quelle di un campo di pallanuoto. Con due arbitri come abbiamo noi in diagonale, le incomprensioni sono minime. Anche noi abbiamo fatto dei test con gli auricolari. Il problema sorge quando ci sono arbitri internazionali che non parlano una lingua diversa dalla propria: comprendersi diventa problematico. Purtroppo non abbiamo ancora una lingua base per tutti gli arbitri, anche se è in via di sperimentazione per la prossima stagione. E’ invece nostro intendimento creare corsi di aggiornamento per gli arbitri, per far comprendere meglio situazioni dovute ad innovazioni e cambiamenti dei regolamenti.

 

31 / 08/ 17