Paolo Barelli, presidente della FIN e della LEN, nonché Onorevole della Repubblica, lancia un appello al mondo delle piscine. Nell’apprezzare questa sua uscita, ci chiediamo: ma il mondo dello sport italiano, in questa emergenza, è unito o ognuno viaggia a “vista”?
Questo l'appello del presidente federale.

Carissimi/e,
pur comprendendo la preoccupazione generata dalle molteplici e a volte contradditorie notizie relative al contagio e alla diffusione del Coronavirus, vi invitiamo ad attenervi scrupolosamente ai provvedimenti del Governo, sostenuti dalla comunità scientifica, in materia di contenimento e gestione dell'emergenza, validi fino a domenica 8 marzo.

Attenzione, cautela, prevenzione sì; psicosi, paura, panico no.

La Federazione Italiana Nuoto sta ponendo tutte le proprie competenze al servizio delle società affinché venga salvaguardata l'attività del movimento, garantendo il regolare svolgimento delle manifestazioni e delle competizioni sportive in piena sicurezza per la salute attraverso l'ossequioso rispetto dei provvedimenti emanati dallo Stato.
Come noto, lunedì 2 marzo la Federnuoto ha disposto la riapertura di tutte le attività - comprensive di competizioni e manifestazioni sportive di ogni livello e dislocazione territoriale - con una nota consultabile sul sito ufficiale www.federnuoto.it  - che ne approfondisce limiti e modalità.

Ad aggiornamento di essa, ritengo utile ribadire il divieto imposto ai residenti delle regioni Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, e delle province di Pesaro-Urbino e di Savona, anche se parenti, accompagnatori e sostenitori, di seguire le squadre di quei territori impegnate in competizioni sportive in programma presso le altre regioni italiane.
Non si tratta di un invito, bensì di una direttiva cui attenersi prudenzialmente per evitare qualsiasi forma di espansione del contagio e strumentalizzazione di ogni sorta.

Mi appello, dunque, al vostro senso di responsabilità e a quello di tesserati e familiari affinché, confortati dalla fiducia nelle istituzioni, si viva con giudizio e rigoroso rispetto delle norme questa fase transitoria che ci riporterà, spero quanto prima, alla piena normalità.

03 / 03/ 20