E' una splendida giornata di primavera, in quel di Mulinetti, splendida frazione di Recco. Sulla mega terrazza di casa Baldineti, mamma Fabrizia, con Leonardo e Tommaso, con Clarissa (bassotto) e Olivia (Jack Russell) e naturalmente Gu hanno appena finito di pranzare quando la telefonata del “cronista” arriva quasi a rompere quell’armonia che sole, mare e cielo sembrano regalare a chi vive in riviera.

Baldineti Come va da quelle parti?
Andare va bene, stiamo in casa, uscite giusto per fare la spesa. Certo manca la piscina, manca il cloro, e forse tutto questo relax alla fine ci sta anche stretto. Spero solo che la mia ormai costante presenza a casa … non diventi troppo insopportabile.

Siamo in attesa di decisioni della Federnuoto: calare il sipario sui campionati oppure riprendere e portarli a termine?
Certamente vorrei portarli a termine. Come del resto la buona parte dei miei colleghi e di tantissimi atleti. Chiaramente tutto subordinato al via libera della autorità competenti: stiamo vivendo una tragedia e credo che da parte di tutti, non solo noi della pallanuoto, ci debba essere il massimo rispetto per chi ha sofferto, per chi è deceduto (e sono tanti purtroppo). Quello che penso, quindi, deve essere interpretato in via ipotetica. Capisco che le problematiche sono tante, al di là della pandemia: crisi economica della società, crisi dei gestori, crisi dei tanti attori che hanno nella pallanuoto fonte di reddito. L’ideale sarebbe un tavolo a tre, Federazione, società e atleti con noi allenatori, per trovare una soluzione. Mi ripeto per non essere frainteso: solo e sempre se ci saranno le condizioni per riprendere.

Ragioniamo per assurdo: ipotizzando di poter riprendere l’attività a fine giugno, non le sembra che si verrebbero a creare problematiche legate a contratti in scadenza ed allenamenti per rimettersi in forma?
Quasi tutti i contratti scadono a fine giugno e basterebbe prorogarli di un mese o poco più. Abbiamo la grossa fortuna che i nostri tesseramenti scadono il 30 settembre, a differenza di tanti altri sport. Vorrei sottolineare quanto ho detto perché sarebbe stato proprio questo l’ostacolo che potrebbe impedirci di riprendere l’attività in estate. Per quanto riguarda invece gli allenamenti penso che sia uno step ininfluente: partiamo tutti da zero, tutti allo stesso modo, quindi penso che se ci alleniamo per una settimana sarà una settimana uguale per tutti. I problemi principali, invece, credo siano altri: vogliamo tornare a lavorare, perché migliaia di persone dipendono dal nostro sport, e ora come ora non avendo ammortizzatori sociali, sono senza stipendio. E poi pensi cosa potrebbe significare non parlare di pallanuoto giocata per sette mesi, da marzo ad ottobre: corriamo il grande rischio che sia proprio il nostro sport a sparire, a finire in quell’oblio dove sponsor, (già oggi pochi) e società rischino di scomparire.

Argomenti a cui non si può dare certamente torto. Ma non crede che vengano ridotti troppo gli spazi prima dell’inizio della prossima stagione?
Sarebbe una buona prospettiva invece. Perchè di ferie estive quest’anno, dopo averle fatte forzate adesso, non credo sia giusto parlarne. E quindi ci troveremo sui nastri di partenza con una buona forma fisica. Ma sopratutto tutte quelle persone che “vivono” con questo sport troverebbero una giusta soluzione. Senza danneggiare l’immagine della pallanuoto, anzi, avendo a disposizione uno spazio estivo praticamente solo per noi. Posso sembrare cinico, ma credo che sia un discorso che con le nostre società e la Federnuoto debba essere affrontato. Sopratutto per salvare il nostro sport, che diversamente rischia di sparire.

 

07 / 04/ 20