Il 2017 se ne va senza rimpianti.
La soddisfazione si legge solo negli occhi dei tanti yes men che popolano l'ambiente.

Un anno avaro di successi per le nazionali, per i club nelle competizioni europee, e triste per le gravi perdite. Da Paolo De Crescenzo, a Gabriele Pomilio, da Mauro Maugeri a Claudio Del Vecchio.

Forse sarà quel "17" numero poco simpatico, ma la pallanuoto è scivolata proprio in basso.
Non vogliamo adesso fare il solito pistolotto con i soliti pensieri "speriamo, chissà ..."  ma se già dal 2018 non ci sarà una svolta, crediamo che questo sport che amiamo vada in un limbo da dove sarà proprio dura uscirne.

Vogliamo solo rivolgerci ai dirigenti delle società di A1, A2 e B: parlatevi, unitevi, uscite dai vostri effimeri orticelli perché se l'andazzo resterà l'attuale - date un'occhiata alle cifre su marketing e brand placement della pallanuoto, anche il pattinaggio su ghiaccio ha più presa sulle masse - verrete inghiottiti dalla marea.

E non raccontiamoci che per via "dell'ambiente" si riesce sempre a galleggiare.
Abbiamo l'acqua alle orecchie e di caimani ce n'è uno solo.

Buon anno a tutti voi.

 

30 / 12/ 17