I soldi non arrivano da novembre. Ma – a scanso di equivoci – non è un problema di liquidità. La colpa è di un sistema informatico che non funziona come dovrebbe. E così gli arbitri italiani di pallanuoto non percepiscono il gettone di presenza e i rimborsi da oltre tre mesi. I mugugni sussurrati da qualche tempo stanno diventando più forti. Per ora comunque tutto procederà regolarmente.

Va detto che qualche voce di scioperi o iniziative simboliche per richiamare l’attenzione inizia a serpeggiare, ma dai vertici associativi arbitrali non si trovano conferme: «Escludo qualsiasi forma di protesta – ha detto ieri Alessandro Severo, presidente Aia (nella foto), prima di dirigere Eger- Ferencvaros in Ungheria - confermo, invece, i problemi nei pagamenti. Ma con il Gug, il Gruppo ufficiali gara, e la Federnuoto stiamo lavorando per risolvere la cosa».

Nel dettaglio, gli arbitri da novembre inseriscono sia le proprie presenze che i documenti per i rimborsi in un portale informatico. Ma per cause ancora da chiarire i pagamenti continuano a non arrivare. Qualche tempo fa sembrava che la situazione stesse per sbloccarsi.
Poi però il problema è rimasto: «Siamo consapevoli che ci sia un disagio – continua Severo – non tanto per i gettoni che non vengono bonificati, quanto per le somme che sono state anticipate per le trasferte e non sono ancora state rimborsate. Ma c’è la massima volontà nel risolvere la cosa in tempi brevi». (1-da Il Secolo XIX)

16 / 03/ 19