Società vicine a Paolo Barelli, da venti anni numero uno del nuoto italiano, hanno siglato contratti con la Federazione. Che ha messo a libro paga anche gli amministratori di due aziende controllate dal potente manager sportivo e deputato di Forza Italia

C''è un uomo solo al comando del nuoto italiano. Si chiama Paolo Barelli, berlusconiano doc, senatore per tre legislature e ora deputato di Forza Italia. Il suo regno dura da vent’anni, da quando nel 2000 è stato eletto alla presidenza della Fin, la Federazione che fa da ombrello a tutti gli sport acquatici.

Anni formidabili, anni di vittorie olimpiche e mondiali, grazie a campioni come Federica Pellegrini e Gregorio Peltrinieri. I successi non contano solo per il medagliere.
La gloria sportiva muove la giostra milionaria di sponsor e tv. Ecco perché Barelli si è costruito la fama del re Mida dello sport, un manager iperattivo e presenzialista, collezionista di incarichi e poltrone, compresa quella di numero uno della Lega europea, la Len. Da qualche mese però, il parlamentare azzurro, 66 anni, una vita spesa tra le piscine e la politica, prima come atleta poi come dirigente sportivo e parlamentare, è costretto a nuotare controcorrente. Lo insegue una brutta storia di incarichi e consulenze. Soldi elargiti dalla Len a società pericolosamente vicine proprio a lui, a Barelli, che della Len è presidente ......... (1_dall'Espresso)

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10 / 07/ 20