Mimmo Barlocco, durante il «Deddy Fondelli day», ha fatto un'affermazione che deve fare riflettere chi segue questo sport. «Chi erano le quattro finaliste a Londra? Diciamo "ex Jugoslavia" ed Italia. Ed a Rio? idem. Allora come può la pallanuoto continuare ad essere sport olimpico se in otto anni sono sempre le stesse quattro squadre a giocarsi le medaglie?». Da anni lo spauracchio viaggia su radio vasca. E le paure della FINA se da una parte hanno ragione d'esistere, dall'altra non inducono questi beati signori a capirne il perchè.
Il discorso cambia se il (presunto) rimedio è seppellire la pallanuoto e far nascere un altro sport. Opinabile o no, non vogliamo qui entrare nel merito "olimpico", ma nelle teste di chi ha proposto di snaturare questo sport ci piacerebbe tanto. Perchè non è cambiando di continuo e soprattutto nella loro essenza le regole che si può crescere. Perchè non è riducendo i campi di gioco che uno sport può diventare universale. Perchè non sono i tantissimi gol che rendono uno sport appetibile ai media. Forse bisognerebbe cambiare quelle teste "pensanti" che ormai parlano solo perchè seduti nella stanza dei bottoni. Forse bisognerebbe far capire che uno sport per diventare globale ha bisogno d'investimenti, di tecnici disposti a vivere lontano da casa per tempi determinati, di atleti che lascino i "ricchi" club europei per dare il loro supporto in Asia o in Africa. Rudic docet: si è seduto sulla panchina degli USA e la loro nazionale è cresciuta, su quella del Brasile ed ha fatto passi da gigante. Nel mezzo un oro olimpico con la Croazia,tanto per gradire. Da non dimenticare le avventure cinesi di Markovic, Janè, Malara e Azevedo che hanno portato le formazioni maschile e femminile sulla scena internazionale. Ma ciò che disturba maggiormente è l'incapacità di trarre delle conclusioni da esperimenti fatti. Nel 2014 a Dubai dopo la superfinal di World League (vinta dalla Serbia sull'Ungheria) Cina, Montenegro e USA restarono un paio di giorni per sperimentare queste assurde regole. Commenti unanimi dai tre coach: partite inguardabili, regole da cancellare.
La riprova di questa miopia,se ancora ce ne fosse bisogno? Prima giornata del mondiale under 18: gol a raffica e portieri inoperosi, tanta era la velocità con cui i palloni si insaccavano.
Una dura opposizione a questa rivoluzione, che decreterà la morte della pallanuoto e la nascita della pallamano in acqua dovrebbe venire dall'Europa, per mano e bocca della LEN. Ma quello sarà un altro film, dove le diatribe politiche affosseranno ogni ragione, ogni pensiero, ogni discussione.

Nella foto Mimmo Barlocco ©WPI

27 / 08/ 16