Nelle scuole italiane entra di rado, purtroppo. Ci vorrebbe un Progetto federale che finora non è stato mai attuato. Ma all'Università Parthenope la pallanuoto ormai è di casa. Grazie all'Acquachiara.

Stamattina, per il quarto anno consecutivo, Franco Porzio ha indossato i panni di docente nell'Ateneo di via Acton con gli stessi risultati dei tre precedenti incontri: Aula Magna piena di studenti, grande partecipazione, una valanga di domande al presidente biancazzurro sulla sua carriera di giocatore e soprattutto d'imprenditore. Il seminario, infatti, è stato organizzato per gli iscritti al corso di Organizzazione Aziendale.

Unica gradita novità: stavolta l'incontro con Porzio, al quale ha preso parte come relatrice anche Paola Amodeo, responsabile marketing dell'Acquachiara, è stato accompagnato da un manifesto che le promotrici dell'iniziativa (le docenti Luisa Varriale e Paola Briganti) hanno fatto affiggere sulle pareti dell'Ateneo. Mai successo nella storia della pallanuoto napoletana.

«Anche l'Acquachiara è un fenomeno unico", hanno detto agli studenti Luisa Varriale e Paola Briganti. E Porzio ha spiegato perchè: "Nel giro di pochissimi anni dalla sua nascita l'Acquachiara è diventata una realtà nel campo sportivo, ma non era il mio unico obiettivo: quando l'ho fondata, nel 1997, volevo che si distinguesse anche nel sociale, che desse una mano a coloro che non hanno la possibilità di fare sport. Ci sono riuscito, e per me è motivo d'orgoglio».

Non è l'unico. L'Acquachiara dal 2000 ad oggi ha portato a Napoli grandi manifestazioni internazionali di nuoto e pallanuoto, a tutti i livelli: il Grand Prix, la sfida Italia-Resto del Mondo, i Mondiali Under 20 maschili, gli Europei Under 19 femminili, la Final Four di Champions League e lo Yellow Ball International Event, la più grande manifestazione sportiva per bambini che la città di Napoli abbia mai ospitato.

Come ha fatto una società così giovane come l'Acquachiara a primeggiare nell'ambito organizzativo? Per spiegarlo agli studenti Franco Porzio ha raccontato cosa disse nel 1992 agli azzurri Ratko Rudic, l'allenatore più bravo di tutti i tempi, prima della finalissima Spagna-Italia che portò il Settebello sul gradino più alto dei Giochi Olimpici: «Ce la potete fare, basta volerlo. E ricordatevi che nello sport, così come nella vita, la gente si ricorda solo di chi arriva primo».
Ma ci vogliono anche  «grande passione, umiltà e spirito sacrificio», ha concluso Porzio.

16 / 11/ 16