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Dopo il convegno decisamente tecnico, indetto annualmente dalla Fin con gli allenatori, ecco quello che “Professione Acqua” ha organizzato a Gubbio per il quinto anno. Convegno riservato a gestori di impianti, direttori sportivi di società di nuoto e pallanuoto, e  imprenditori legati al mondo dell'acqua clorata.
Non poteva mancare all'appuntamento Franco Porzio, presidente dell'Acquachiara e consigliere della Presidenza della Regione Campania, il cui intervento  «Pallanuoto negli impianti natatori: c'è ancora spazio?» ha messo il classico dito nella piaga sulla attuale situazione in cui versano i gestori degli impianti sportici natatori nel nostro paese.

«Una situazione quella dei gestori d'impianti che ogni giorno che passa diventa sempre più insostenibile – ha detto Porzio -. Nessun contributo, canoni di locazione sempre più alti, costi di gestione che aumentano anno dopo anno, continui interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria a carico dei gestori degli impianti. Prima o poi, inevitabilmente, tutto questo si ripercuote sull'aspetto agonistico: per sopravvivere bisogna ridimensionare. E' successo - ha spiegato Porzio - l'anno scorso a noi dell'Acquachiara: dopo aver portato la squadra maschile di pallanuoto ai vertici della massima serie, siamo stati costretti a ridurre drasticamente l'impegno economico ed è arrivata la retrocessione in A2».

Certamente oggi non è facile tenere in piedi una piscina, che con annessi e connessi, ha costi elevatissimi sopratutto perchè ci troviamo di fronte ad impianti ormai datati, che non sfruttano tecnologie moderne che farebbero risparmiare molti danari.
«Ma l'aspetto più negativo di questa situazione - ha continuato Porzio - non è il ridimensionamento a livello agonistico e di risultati: il danno più grave riguarda i giovani. Le società pallanuotistiche, impoverite dai costi di gestione degli impianti, non possono più investire risorse adeguate nei vivai, e ciò si traduce in una produzione sempre più scarsa di talenti. Un fenomeno di cui stanno facendo le spese non solo i campionati, che accusano un progressivo impoverimento del livello tecnico, ma soprattutto la nazionale, costretta a ricorrere al massiccio aiuto di naturalizzati per la carenza di campioni».

Non è fantapallanuoto ma, purtroppo, una triste realtà su cui ormai non bisogna più riflettere ma agire:«Se lo stato non interverrà prontamente con un sostegno alle società sportive, aiutandole a sopportare i costi di gestione, la pallanuoto italiana - ha concluso Porzio - è destinata inevitabilmente a recitare nei prossimi anni un ruolo di comprimaria».

28 / 11/ 18

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