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«Non c’è ancora nero su bianco ma l’accordo c’è. Anzi oggi firmerò il contratto». Queste le prime parole di Alex Giorgetti, trenun’anni a dicembre, attaccante della Canottieri Napoli, nato a Budapest, quindi con la pallanuoto nel sangue. Quell’accordo è  con il club con cui disputerà la prossima stagione: Waspo Hannover, squadra tedesca che ospiterà la prossima Final 8 di Champions. Michael Nölke, presidente del club teutonico, nonché ambizioso ceo della IT-P Information Technology Partner, vuole riportare ai vertici europei la pallanuoto tedesca. L’Hannover ha vinto nella sua lunga storia (fu fondato nel 1898) solo nove titoli: l’ultimo risale al 1993, quando interruppe la striscia vincente dello Spandau fermandolo a 14 consecutivi. Poi, pur rimanendo sempre agganciato alle competizioni europee, da allora non fu più in grado di vincere un titolo in Germania.

L’arrivo di Giorgetti segna una svolta significativa per l’Hannover: senza dubbio sarà uno dei pochissimi fuoriclasse del campionato, e per il club rappresenta un salto di qualità notevole.
Il curriculum di Alex parla chiaro: dopo le parentesi di Savona (sua città italiana di adozione) e Florentia, due anni a Cremona con l’allora Bissolati, quindi cinque anni al Recco, poi il Debrecen, nel 2013, quindi ancora quattro stagioni al Recco con cui ha vinto praticamente tutto. Infine i due ultimi campionati con la Canottieri che, a dirla tutta, perderà chi, con Alessandro Velotto, ha tenuto ad alti livelli il club giallorosso dal 2017 ad oggi. Senza dimenticare gli anni in cui ha indossato la calottina del Settebello.

La decisione di Alex è stata per così dire molto controversa: la sua “voglia” di rientrare nel giro della nazionale magiara lo avrebbe portato a giocare nuovamente in un club ungherese. Ma alla fine, vista la scelta di Tamas Marcz di ringiovanire la rosa della nazionale, ha desistito.
«Mi hanno prospettato un bel progetto stimolante – continua Giorgetti -. Soprattutto per la voglia di tornare grandi in Europa e l’organizzazione della Final 8 ne è la prova. La squadra ha giocatori di buon livello e sono abbastanza certo che potrà fare bene. Chiaro che il pensiero per la nazionale ungherese c’è sempre: infatti con l’Hannover la trattativa è pressochè conclusa, ma nel caso dovessero cambiare le regole, mi potrò fermare più di un anno. Altrimenti se arrivasse la chiamata da Marcz, e sarà subordinata alla mia presenza in un club magiaro, vorrà dire che resterò in Germania solo per la prossima stagione».

 

24 / 07/ 18