Senza dubbio questa formula adottata dalla LEN per concludere la Champions League, oltre a presentare lati oscuri dovuti a costi esorbitanti, ha messo a nudo situazioni che i “gagliardi” vecchietti del bureau non solo non pensano, ma sono lontani anni luce dalla visione di una pallanuoto quale sport in crescita.
Andiamo per gradi.

Innanzitutto programmare un evento così importante mentre la FINA sta disputando la Super Final di World League, che oltretutto consegna alla nazionale vincitrice il pass olimpico, è sintomo di grande impreparazione sulle vedute della pallanuoto internazionale. Senza dubbio la risposta sarà: non c’erano altre date. Bene, allora si cambi formula. Anche perché alla resa dei conti chi perde è la pallanuoto, sia essa maschile o femminile.
A meno che continui, silente, la “guerra” fra LEN e FINA.

Secondo punto: organizzare una manifestazione della durata di tre giorni, partendo dal giovedì, e disputando quattro partite al giorno, ha un solo significato: mancanza di pubblico. Forse in quei due pomeriggi i comuni mortali lavorano. La prova di questa immane fesseria l’ha data il pubblico di Hannover: al debutto della formazione di casa giovedì 6 giugno c’erano più o meno 300 persone, che epurate da tifosi dei team ospiti, dai ragazzini dell’organizzazione, scendono più o meno ad un centinaio.

Terzo punto: lo scorso anno quando Genova si apprestava ad organizzare la Final Eight alla piscina della Sciorba, abbiamo avuto occasione dei seguire i diversi step che la LEN imponeva a Pro Recco e My Sport, le società che gestivano l’organizzazione locale. Ebbene evidentemente la LEN ha dimenticato nel corso della stagione quello che voleva lo scorso anno. Gli oltre duemila posti a sedere dove erano ad Hannover? I cerimoniali per le premiazioni con maxi schermo e pedana? La tribuna stampa per cento giornalisti? La sala stampa attigua alla vasca? La vasca di riscaldamento?

Ecco le risposte: duemila posti a sedere allo Stadionbad non c’erano. Pedana per la premiazione una chimera. Solo un angolino sotto il porticato della tribuna vip. Tribuna stampa: stendiamo un velo pietoso in quanto a spanne conteneva si e no 20 posti per i giornalisti, oltretutto accomodati su tavoli che scivolavano da ogni parte, per giunta appoggiati su una pedana e quindi pericolosi, e impedivano la visuale della vasca a chi stava seduto in quanto troppo larghi.  Anche la connessione wireless era fuori gioco. Ma la tribuna VIP era al completo, con una visuale decisamente perfettaLa sala stampa era nell’attiguo stadio di calcio: bisognava uscire dalla piscina, attraversare circa 200 metri di giardini per poi salire al terzo piano dello stadio. La vasca di riscaldamento era lontano, un altro impianto a circa 15 minuti di auto: gli atleti tornavano in piscina per giocare ancora bagnati,  con indosso gli accappatoi e costumi. Roba da non credere.

Quindi, cara LEN, indossare le vesti a seconda delle situazioni è cosa antipatica, per non dire altro. Non solo: con questi metri le riprese televisive hanno mostrato una vasca semi deserta per due giorni. Chissà, forse stiamo sognando ma siamo più che consapevoli che se i quarti di finali e le semifinali si fossero disputati con gare di andata e ritorno nelle sedi di ogni società, ad ore decisamente consone, quindi serali, forse le tanto adorate televisioni dalla federazione europea, avrebbero dato l’impressione di uno sport decisamente seguito. E soprattutto non avrebbero costretto una società, nella fattispecie il Waspo Hannover, a spender cifre da capogiro (radio vasca mormora circa 750mila euro!) per poi scoprire che ad Hannover, dai taxi ai negozi nessuno sapeva nulla. Pubblicità pari a zero.

Sarebbe quindi il caso che il presidente Paolo Barelli si rendesse conto che questa strada non è praticabile, che questi costi sono assurdi, che la pallanuoto così non cresce, anzi arretra. E soprattutto che chi ha seguito tutto questo carrozzone, il responsabile Marco Birri, il prossimo anno se la formula non cambia, segua lo stesso metro che ha usato a Genova. Dove, pioggia a parte, il tutto è stato decisamente all’altezza.
Ad Hannover, ci spiace, proprio no.

Nella foto in alto
l'ologramma della Champions ... effimero vanto della LEN


L'Olympiakos torna dalla vasca di riscaldamento

La Pro Recco torna dalla vasca di riscaldamento

Sport Management torna dalla vasca di riscaldamento

E' iniziato il quarto di finale fra Pro Recco e Hannover. L'affollata gradinata principale ...


... quella laterale a sinistra ....
... la tribuna laterale di destra. Gli striscioni e le poche persone presenti sono tifosi dell'Olympiakos, che avrebbe giocato la partita successiva.


(non) vista dalla tribuna stampa ...


vista da sotto i tavoli della tribuna stampa


La tribuna stampa. I giornalisti quando si alzavano dovevano stare attenti a non prendere capocciate nel soffitto


altra (non)vista dalla tribuna stampa


Così venivano distribuiti report e roster delle partite


I signori dello Stadionbad: la tribuna Vip

 

 

11 / 06/ 19