«Matricole sì, vittime sacrificali mai». Francesco Perillo, presidente dell’F&D H2O è certo che la sua squadra, saprà interpretare al meglio il prossimo campionato di A1 fornendo prova di solidità e di compattezza, fattori che sono stati alla base della promozione centrata al termine della passata stagione. 

Presidente, la prima gara vi vedrà opposti in trasferta al Bogliasco: una delle squadre più quotate della serie A1.

«La prima partita è sempre la prima. Per noi sarà un banco di prova importante. Avrei preferito un battesimo del fuoco diverso: un match dal pronostico chiuso in partenza. Il Bogliasco è forte ma non è la SIS Roma o l’Orizzonte. Certo non è neppure una matricola. E’ da anni in A1 da anni. Vanta un settore giovanile molto forte ed ha sicuramente qualcosa in più di noi. Inoltre giocheremo in trasferta. Ma sono certo che potremo fare una buona gara. Il risultato non è scontato. Possiamo tenergli testa e fare un colpaccio che per noi potrebbe essere rappresentato anche da un pareggio».

Pronostico?

«Dico 35 per cento la vittoria per noi, 65 per cento per loro. Hanno più esperienza e innegabili armi in più. Noi siamo ancora alla ricerca della giusta amalgama e della necessaria compattezza che otterremo solo con il passare del tempo».

Che campionato sarà quello di A1 2018-2019?

«Penso che assisteremo a un campionato particolare che con l'andare del tempo porterà a frazionare in maniera evidente la classifica. Ci sono almeno quattro squadre che possono puntare allo scudetto: Sis Roma, Padova, Catania e Rapallo. E tra queste vedo favorita la SIS Roma che abbiamo affrontato in Coppa. Bogliasco e Milano saranno valide outsider Le altre, noi comprese, finiranno per contendersi la permanenza in categoria, con la Florentia un pochino più avanti delle altre».

La conferenza stampa con la quale vi siete presentati alla città ha sancito ancora una volta l’attenzione della gente di Velletri nei confronti della squadra.

«C’è passione e attesa. Fa piacere registrare attorno a noi tutto questo calore. La gente ci conosce, la città ci vuole bene ed è un motivo di orgoglio, un sentore molto bello. Purtroppo saremo costretti a disputare le gare interne in un impianto diverso dal nostro, ad emigrare fuori città. Mi preme ringraziare comunque la piscina Tortuga teatro dei nostri successi più belli e che ha ci ha permesso di arrivare dove siamo arrivati. Il fatto di non poter giocare a Velletri finirà per farci perdere un po’ di quel pubblico e di quel seguito che per noi si è rivelato sempre importante. Ad Anzio avremo meno presenze sugli spalti, ma auspico sempre ci sia lo stesso calore attorno alla squadra». 

Come si sta preparando la squadra alla trasferta di sabato?

«Siamo tutti consapevoli che il cammino sarà in salita e che potrebbe accadere che si esca a mani vuote dalle prime sfide col Bogliasco prima e col Padova campione d’Italia, la settimana seguente. Le speranze di vittoria, diciamo la verità, sono molto scarse. Il gruppo deve metabolizzare il grande salto compiuto in questi mesi. Dalla A2 alla A1 il balzo è enorme. I cambiamenti sono tanti: dal tipo di arbitraggio alla velocità di gioco. Ci sarà da soffrire. Nostra intenzione, in questa fase è il tentare di evitare di caricare il gruppo di pressioni e responsabilità. Lasciamo lavorare la squadra con tranquillità consentendole di allenarsi in condizioni migliori, senza l’ossessione del risultato che, sono convinto, arriverà».

 

11 / 10/ 18