L’Orizzonte Catania conserva, a punteggio pieno, la leadership del campionato femminile di serie A1 dopo la disputa della settima giornata, turno che ha messo a dura prova le isolane di Martina Miceli liberatesi brillantemente, grazie ad una rimonta operata nella parte conclusiva della partita, di una pungente SIS Roma
Quella delle catanesi è stata l’ennesima strepitosa prova di carattere. Tra le migliori interpreti della gara vinta 9 a7 dalle rossazzurre figura la canadese Joelle (Jo) Bekhazi, (nella foto) al suo debutto in campionato con la calottina dell’Orizzonte e dimostratasi subito all’altezza delle attese. I suoi due gol sono stati determinanti per il recupero sulle sempre temibili capitoline di Marco Capanna ora distanziate di sei lunghezze in classifica.  
«Il carattere è venuto fuori per necessità –ha commentato Martina Miceli– a Padova, sabato scorso, avevo visto le ragazze molto cariche sin dall’inizio, forse pure troppo, oggi invece hanno cominciato un po’ morbide. Non parlo di approccio sbagliato, ma stavamo lasciando correre la partita, non eravamo abbastanza incisive in attacco e non eravamo cattive come le nostre avversarie o come lo siamo state sette giorni fa. Siamo venute fuori nel momento più importante, abbiamo continuato a giocare da squadra anche se si sono evidenziate pure le qualità individuali. Sono molto contenta per le nostre canadesi, che volevo un po’ preservare ed invece sono state gioco forza subito protagoniste».
Come suo costume, si assume personalmente la responsabilità per la sconfitta il tecnico della SIS Roma, Marco Capanna:
«Le due canadesi rientrate in forza all’Orizzonte hanno sicuramente dato qualcosa in più nella partita. Sono comunque molto contento delle mie ragazze. Abbiamo speso tante energie quando eravamo in vantaggio. Meritavano d’essere premiate. I miei pensieri sono focalizzati sui tre tempi splendidi che abbiamo fatto: abbiamo avuto due occasioni per poter allungare e lì ho visto l’imprecisione ed il poco coraggio di voler ammazzare un avversario forte a casa sua».

Sulla scia del Catania rimane il Padova che ha espugnato imponendosi 5 a 15 la vasca del Bogliasco trascinata dai gol di Sara Centanni che si sta confermando tra le realizzatrici più in forma del campionato (17 i gol realizzati sino ad oggi).
«Alla fine quello che contava era il risultato ed i tre punti sono arrivati –il giudizio del tecnico del Padova, Stefano Posterivo– è sempre difficile mantenere alta per quattro tempi la concentrazione in gare come queste. Brave le ragazze per esserci riuscite».
In casa Bogliasco le uniche gioie arrivano dalle piccole, ma menzionabili imprese di due prodotti del vivaio: il portiere Carlotta Malara che ha parato un rigore al capitano della Nazionale, Elisa Queirolo e la giovanissima Marta Carpaneto, alla sua terza presenza ed al suo primo gol in A1.

Grande protagonista della settima di andata è stato il Css Verona che ritrovate le sue due straniere: la canadese Kristina Alogbo e la portoghese Ines Braga e indossati i panni del corsaro, ha espugnato, imponendosi con un solo goldi scarto (12-13) la vasca del Rapallo, orfano a sua volta per squalifica della russa Svetlana Kuzina, interrompendo la serie positiva che stava riavvicinando il sodalizio ligure alla zona nobile della classifica.
«Col Rapallo è stata una bella sfida sotto molti aspetti, che certifica che i mezzi ci sono. Starà a noi capire se possiamo rimanere a questa altezza». Il commento, a fine gara, del trainer del team veneto Giovanni Zaccaria.

Gongola anche il Nuoto Club Milano che grazie al 20-14 imposto in casa all’Ancona ed agli altri concomitanti risultati, si ritrova appaiato alla SIS Roma, al terzo posto della classifica. A segno, per le lombarde, quasi tutte le giocatrici di movimento, da Gaia Apilongo passando per Anna e Laura Repetto, Nada Mandic, Carla Carrega, Roberta Bianconi, Arianna Gragnolati, Federica De Vincentiis, sino a Jelena Vukovic, migliore realizzatrice di giornata, con 4 reti, a dimostrazione dell’ottima vena realizzativa della squadra.
«La troppa sicurezza di vincere la partita non ha aiutato –ha stigmatizzato a fine partita l’allenatore del team milanese, Leonardo Binchi– il punteggio potrebbe ingannare a una prima vista, ma non sono soddisfatto. Ripartiamo da questa insoddisfazione: significa che c’è consapevolezza da parte di tutti che si può fare molto di più, più velocemente, più precisamente, più attentamente». 
Quella di uscire a testa alta anche dalla vasca di Lodi, contro il Milano è la nuova e sola soddisfazione che accompagna sulla via del rientro la compagine dorica. «Nel complesso è stata una buona prova –sottolinea il trainer del team marchigiano, Milko Pace– che dimostra che possiamo stare in questa categoria, ma quando abbiamo dei cali di attenzione li paghiamo subito molto cari».

La Rari Nantes Florentia si conferma squadra maggiormente prolifica in trasferta di quanto non lo sia stata sino ad oggi in casa.
Quella centrata alla Bianchi contro il Trieste è infatti la terza vittoria esterna delle gigliate di Aleksandra Cotti: una vittoria che ha avuto tra le protagoniste la 22enne trevigiana Carlotta Nencha (quattro i gol messi a segno), maturata nella prima parte del match e difesa strenuamente dal forsennato tentativo di recupero delle alabardate come certifica, a fine partita l’allenatore del Trieste, Ugo Marinelli: «Abbiamo pagato un avvio incerto, le ragazze sono state brave a recuperare uno svantaggio di sei reti, ma poi hanno ceduto alla stanchezza fisica e psicologica».

16 / 11/ 19