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Il Catania mette la freccia, sorpassa e se ne va.
Fa tutto nel finale la formazione di Martina Miceli, nel momento in cui nessuno, stante le cose, avrebbe scommesso il becco d’un quattrino sull’affermazione delle etnee, presentatesi all’appuntamento con 12 giocatrici, obbligate a rinunciare per somma di falli ad elementi come Valeria Palmieri, Carolina Ioannou e Claudia Marletta e costrette, nel finale a proporre, nell’insolito ruolo di attaccante, Aurora Condorelli, il secondo portiere delle rossazzurre. 
«Brave le mie ragazze per aver creduto fino alla fine nella vittoria, in una situazione surreale –l’appassionato commento del tecnico catanese Martina Miceli– abbiamo dimostrato carattere, adesso dobbiamo limare ancora qualcosina dal punto di vista del gioco. Per noi questa partita ha rappresentato anche un bell’allenamento sull’uomo in meno».
Parla di brutto spettacolo, sul fronte opposto, l’allenatore del Padova Stefano Posterivo. 
«Non è bello vedere uno spettacolo del genere: 37 espulsioni totali. Appena iniziata la partita in tre azioni abbiamo ricevuto tre espulsioni contro. L’Orizzonte, alla fine, ha dovuto far giocare il secondo portiere schierato a centro campo. A prescindere della situazione, della azioni a favore o contro e dal risultato della partita, così non è proprio pallanuoto. Nel secondo e terzo tempo avevamo le nostre giocatrici più importanti in panchina perché già gravate di due falli, mentre nell’ultimo tempo non mi piace assolutamente come abbiamo preso gli ultimi tre gol». Se la prende anche col calendario Stefano Posterivo. «Perplessità legittima: avrei comunque voluto vincere per poter dire, senza alcun dubbio di scusante, che non mi piace aver dovuto giocare sei partite in dieci giorni: dopo i tre giorni di EuroLeague a Berlino, abbiamo subito affrontato la SiS Roma, nuovamente fuori casa, e oggi l’Orizzonte, con tutte le difficoltà legate al valore di entrambe le squadre. Mi sarebbe piaciuta un po’ più di attenzione nella formulazione del calendario, non mi è sembrato il massimo della sportività, in generale».

Dagli altri campi emergono risultati pesanti a Rapallo dove le padrone di casa di Luca Antonucci hanno superato nettamente il Trieste.
«Sono contento per l’atteggiamento e per la vittoria, che è arrivata al termine di una settimana un po’ complicata, vuoi per qualche infortunio, vuoi perché, per indisponibilità dell’impianto causa chiusura per allerte meteo, siamo riuscite ad allenarci solo tre sere». Commenta il tecnico del sodalizio ligure.

E a Verona con la Roma passata come un caterpillar sulle scaligere scese in vasca prive delle straniere. 
Non cerca giustificazioni però il tecnico delle venete Giovanni Zaccaria: «Nei momenti importanti ci siamo perse: con più umiltà ed attenzione poteva essere diverso. Non serve aggredire l'avversario senza intelligenza, se sei consapevole che questo può portarti a subire in questo modo». 
Decisamente più appagato l’allenatore della SIS Marco Capanna «Abbiamo giocato bene e con costanza anche in difesa. Nel corso della partita abbiamo migliorato degli aspetti che ultimamente ci avevano infastidito e avevamo pagato. Sono state brave tutte le ragazze e sono contento della prestazione. Abbiamo voglia di migliorarci ancora e di crescere». 

Successi di misura per il Milano in casa della Florentia. Il 13-14 è maturato al termine di un match equilibratissimo che le gigliate di Aleksandra Cotti si sono viste sfilare di mano nel finale.
Soddisfatto, ma non troppo,  per come sono andate le cose il trainer del Milano, Leonardo Binchi: «Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, e così è stato. È un periodo che non riusciamo a chiudere le partite. Dobbiamo assolutamente rivedere le fasi di difesa, prendiamo troppi gol. Di molto positivo c’è la voglia che la squadra mette sempre in campo; anche oggi sarebbe stato difficile per chiunque essere superate per la prima volta a fine terzo tempo, invece abbiamo reagito bene segnando 3 rete consecutive che hanno chiuso il match. Abbiamo delle grandi folate in attacco. Se riusciremo a blindarci dietro allora sarà difficile batterci».

Di misura, ma importantissimo ai fini della salvezza, il 9-10 col quale il Bogliasco ha espugnato la vasca del generoso, ma nel contempo troppo Ancona di Milko Pesce. Appagato, ma solo a metà, il coach del Bogliasco Mario Sinatra: «Era troppo importante vincere e siamo state brave a farlo, anche se abbiamo sprecato moltissimo. Potevamo chiudere la partita ben prima, evitandoci le sofferenze finali, e invece abbiamo sbagliato tantissimo, soprattutto in attacco. È chiaro che dobbiamo crescere sotto questo punto di vista perché non sempre si possono fare certi regali agli avversari». 

 

09 / 11/ 19