L’avevamo preannunciata come “giornata chiave” destinata cioè ad aiutarci a comprendere meglio quello che da qui in avanti sarebbe accaduto in seno al campionato femminile di A1. Ed è, effettivamente, quello che è accaduto.
Orizzonte Catania e Plebiscito Padova rimangono , dopo la terza giornata del girone di andata della A1 femminile, le squadre da battere in seno al torneo, ma la loro, così hanno fatto capire le rivali che sabato hanno messo a dura prova i meccanismi delle due capolista, non sarà una passeggiata. 

Partiamo dal Catania che contro la SIS Roma, ad Ostia, ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per riuscire a portare via i tre punti. Ritmi alti, pressing e grande equilibrio hanno reso scoppiettante il match vinto dalle etnee con un solo gol di scarto: 6-7. Per le rossoazzurre si tratta del terzo successo consecutivo dopo quelli centrati in occasione del derby col Torre del Grifo e del Milano. Quella contro la Roma è stata però la prima vittoria sofferta e battagliata.
«Eravamo sicure che sarebbe stata una partita tosta e così è stato – ha detto Martina Miceli – mi piace però evidenziare ciò che in questa sfida c’è stato di positivo, che per assurdo ha coinciso con il nostro principale difetto odierno. Mi riferisco alla foga e alla voglia che avevamo di giocare questa partita, fattori che al tempo stesso ci hanno fatto perdere lucidità. Molte delle occasioni più pericolose delle nostre avversarie sono infatti venute fuori dai nostri contropiede portati male e la troppa irruenza legata al desiderio di chiudere la partita ci ha spinto a scoprirci e rischiare più del dovuto in diversi casi. Sono però contenta della voglia e della cattiveria che hanno messo in acqua le ragazze, anche se sappiamo che il risultato di oggi contava poco. Vincere una partita del genere è stato comunque bello, dato che loro sono una delle pretendenti allo scudetto. Queste battaglie ci fanno bene. Con un piccolo passo alla volta dovremo essere capaci di conquistare ogni ‘scalino’ che troveremo sul nostro cammino. Mi fa piacere che sia venuta fuori una partita del genere. Abbiamo tanto da imparare, rivedremo i nostri errori ed è un bene commetterli in questa fase della stagione».
Più stringato, ma esauriente il commento del trainer della SIS Roma, Marco Capanna: «E' stata una bella partita contro un avversario che si è dimostrato superiore. Stiamo lavorando sul carattere della squadra, ma certo è che dispiace perdere in questa maniera. Continua comunque il nostro processo di crescita e continuiamo a lavorare forte per preparare al meglio i prossimi impegni». 

Gol, spettacolo ed emozioni a non finire anche nell’altro super confronto della giornata, quello tra Plebiscito Padova e Rapallo. La sfida l’hanno vinta (12-9) le biancorosse che hanno però sofferto e non poco l’impostazione data alla gara dalle liguri. In vasca, a tratti, la tensione è stata palpabile. L’agonismo, a tratti, ha raggiunto livelli altissimi. E a fine gara non sono mancate dichiarazioni al veleno da parte di alcuni protagonisti.
«E' stata una partita molto fisica, molto dura, ma sapevamo sarebbe stata così –ha sottolineato il tecnico del Padova, Stefano Posterivo– sappiamo che il Rapallo è una squadra molto buona, fisicamente credo sia una delle migliori del campionato. Siamo arrivate all'ultimo tempo, ovviamente, con le energie al minimo e con numerose espulsioni sulle spalle, ma tra il nostro modo di giocare, entrambi abbiamo giocato molto a pressing, e il gioco a uno contro uno, il numero di espulsioni è anche giustificato, sia da una parte che dall'altra. Noi dobbiamo fare meglio di così, lavorare meglio nelle situazioni di superiorità ed inferiorità, perché non abbiamo fatto benissimo. Comunque, sono contento perché alla fine abbiamo vinto di tre gol contro una squadra davvero ben organizzata».
Più “pungente” l’intervento invece, a fine gara, dell’allenatore del Rapallo, Luca Antonucci. «Ottima partita dal punto di vista della voglia di far bene e della determinazione. Ce la siamo giocata fino alla fine. L’interpretazione della partita per quanto riguarda l’arbitraggio mi ha lasciato parecchio perplesso. Ci sono state fischiate 19 espulsioni contro, senza contare le doppie espulsioni e, dopo 20 secondi di gioco, Avegno aveva un occhio nero ed Emmolo, successivamente, è uscita per tre minuti per un colpo ricevuto al collo. Numeri ed episodi che dovrebbero far riflettere. Ciò detto, torniamo a Rapallo con la convinzione che non manca molto a giocarcela con la squadra campione d’Italia: speriamo nel match di ritorno e andiamo avanti sperando che, la prossima volta, si giochi a pallanuoto e non a rugby».  

Non sono mancate imprese e sorprese. Tra queste impossibile non annoverare il pareggio (9-9) scaturito al termine del match tra Bogliasco e RN Florentia con le toscane che sono sembrate in grado di portare via l’intera posta: gigliate avanti 8-4 a inizio terzo tempo e 9-6 nel quarto, ma recuperate nel finale grazie anche alla favolosa tripletta della promettente Dafne Bettini della quale nei giorni scorsi, noi di waterpoloitaly ne avevamo elogiato le doti.
Decisamente contrariato di come sono andate le cose alla “Vassallo” è il trainer della Florentia, Andrea Sellaroli: «Ci manca ancora la giusta personalità. Abbiamo creato tanto e sprecato l’impossibile fino a farci raggiungere. Questo pareggio sa di sconfitta ma è solo colpa nostra. Sono molto deluso sia per il risultato che per la direzione del match dei due direttori di gara, con decisioni discutibilissime».  

Clima festante (e come non comprendere) quello che si registra in casa Verona dopo che la compagine scaligera grazie ad i due successi conquistati di fila (l’ultimo in ordine di tempo quello centrato ad Anzio ai danni dell’F&D H2O) ha addirittura raggiunto il secondo posto in classifica ponendosi alle spalle della coppia di testa. Guarda già lontano l’allenatore del Verona, Giovanni Zaccaria: «Abbiamo fatto quello che dovevamo fare e anche di più. Non era scontato. Possiamo guardare con un po' di spensieratezza alle partite da qui a Natale. Cercheremo punti senza timori reverenziali e speriamo di racimolarne qualcuno, magari contro squadre che sono sulla carta un passetto davanti a noi». 
Decisamente più sommesso il commento alla situazione del presidente dell’F&D H2O Velletri, Francesco Perillo: «Purtroppo il risultato non ci ha dato ragione, ma sono abbastanza soddisfatto dell’atteggiamento delle ragazze. Gli episodi non ci sono stati favorevoli e abbiamo riportato un pessimo risultato statistico sulle superiorità numeriche. Credo sia questo che ha compromesso la partita al termine delle segnature».

Nessun commento, al momento, da parte dei protagonisti della gara tra NC Milano e Torre del Grifo. Dalla sfida, vinta 18 a 10 dalle lombarde (prima affermazione stagionale) interrotta e poi ripresa, a poco più d’un minuto dalla fine per un leggero malore dell'attaccante della squadra ospite Giulia Buccheri, da segnalare, il poker di reti realizzati da Miroslava Stankovianska, attaccante mancino del Torre del Greco, imitata dall’attaccante delle milanesi Jelena Vukovic. Cinque a testa invece i gol messi a segno da Gaia Apilongo e Arianna Gragnolati con quest’ultima che pur dovendo rinunciare alla chiamata in azzurro di gode il temporaneo primato nella classifica marcatrici del campionato.

E a proposito di Nazionale, martedì tocca al Setterosa misurarsi in trasferta con l’Olanda occasione della prima giornata dell’Europa Cup (gruppo B). 
Il gruppo A che nel frattempo ha perso una squadra (la Romania s’è ritirata) la Russia ha superato a Volgograd la Spagna per 12 a 9 (4-1, 3-3, 3-2, 2-3) e la Grecia s’è imposta ad Atene per 24 a 5 su Israele. 

Nella foto: Veronica Perna Css Verona

 

04 / 11/ 18