Autore

Sabato 24 novembre, piscina di Sori. In vasca Pro Recco e Lazio Nuoto, per la settima giornata del Campionato di Serie A1. A bordo vasca i due arbitri Pascucci (Maddaloni)  e Zedda (Cagliari), delegato Tedeschi (Genova).
La gara sta per incominciare quando l'arbitro Pascucci si rivolge al “tavolo stampa” e chiede al Signor Matteo Iorio chi sia.
La risposta è  pura verità: incaricato della Pro Recco per la gestione dei social (dirette su facebook, twitter e instagram). Avuta la risposta, l'arbitro invita il signor Iorio ad allontanarsi dal bordo vasca.  Forse perchè, al pari dell'addetto stampa del club di casa, indossava la felpa sociale della società e quindi non avrebbero potuto stare due addetti alla comunicazione della società?

Una decisione veramente strana per dire inopportuna: se l'addetto stampa del Club di casa deve conferire minuto per minuto i dati all'Ufficio Stampa centrale della FIN (come da accordi fra la stessa FIN e le società di A1), come potrebbe anche gestire i “social” del proprio club?
Con questa logica, allora, per stampa e fotografi ci vorrebbe una distinta a parte da consegnare prima della gara con relativi accrediti, anche se, chi scrive da trent'anni,  non ne ha mai sentito parlare.

Facciamo un passo indietro: se la memoria non ci inganna, alla Finale Eight di Siracusa a bordo vasca c'erano solo giornalisti o il mondo? Idem alla finale di Coppa Italia a Brescia del 2017?

Una decisione che, a nostro avviso, non solo penalizza la società Pro Recco, ma chi come tanti in ogni vasca durante le partite di campionato fa informazione cercando, con grandi sacrifici, di far crescere il movimento.
La nostra speranza è che quanto accaduto sia solo un misunderstanding, in quanto i vertici arbitrali da noi contatti, hanno smentito di aver dato direttive che impongono l'allontanamento di chi si occupa della comunicazione social.

29 / 11/ 18