Autore

Fabrizio Vertua, cronista di Brescia Oggi, ha ricordato così Piero Borelli dalle pagine del quotidiano.

Mancherà… mancherà tremendamentela tua immancabile chiamata della domenica mattina. La tirata d’orecchie se la fotografia e la didascalia della pagina di giornale non corrispondevano, ma anche l’elogio al titolo o al pezzo che aveva fotografato al meglio, a tuo parere, una determinata situazione.
Preciso e puntiglioso, perfezionista all’inverosimile, caro Piero, ci hai trasmesso l’amore per la pallanuoto anche in questi piccoli gesti.
La tua ironia ti ha sempre accompagnato, anche in quel letto d’ospedale in cui ti ho visto per l’ultima volta. Hai aperto gli occhi e mi hai detto: «Sono cotto».
Io, pur sapendo di mentirti, ti ho risposto: «Vedrai che ti riprendi anche stavolta, vecchio leone ».
E tu, sorridendo mi hai replicato: «Più pecora… che leone».
Ecco, voglio ricordarti così, Piero, con la tua battuta sempre pronta,mentre giochi a carte con Sandro in una di quelle interminabili trasferte che in questi ultimi mesi il tuo male ti ha negato.
Il rapporto giornalista-dirigente sportivo, negli anni, si è trasformato in amicizia.
Le chiamate, sempre più frequenti, non erano più finalizzate solamente al rapporto di lavoro. Le storie e le esperienze di cinquant’anni di pallanuoto che ti portavi alle spalle erano sempre gradevoli da ascoltare, ma perché eri tu che le sapevi raccontare con la giusta enfasi e una buona dose di spirito. Quello spirito che ti ha contraddistinto in questa lunga battaglia, condotta con grande coraggio in questi ultimi anni. Diverse operazioni che, inevitabilmente, ti hanno fiaccato nel fisico, ma che non ti hanno mai minimamente scalfito nell’animo.
Sempre a guardare avanti, sempre a pensare al futuro e a programmare qualcosa di bello.
Mi mancherà il tuo stile nel vestirti, decisamente diverso dal mio.
Tu,sempre impeccabile in doppio petto anche a bordo vasca con trenta e passa gradi di temperatura.
Ma era il tuo modo di onorare lo sport per il quale hai vissuto: epocale il tuo abito bianco indossato nella Final Six Scudetto di Siracusa dell’anno scorso.
Eri sempre un passo avanti a tutti, avevi già capito tutto in anticipo.
E, perfezionista come sei, avevi in qualche modo programmato il tuo saluto in grande stile a tutti noi con la festa del settantaquattresimo compleanno.
Lì, nella piscina, nella tua casa. Ci hai offerto un buffet di prelibatezze cucinate la mattina stessa, perché anche la cucina era una tua grande passione.
Non eri certamente un santo, hai commesso errori come tutti, ma hai avuto il pregio di vivere la tua vita esattamente come la volevi.
Non è da tutti. Grazie per il pezzo di strada compiuto insieme.
Voglio ricordarti con allegria, perché so che tu vorresti così. Ciao Piero

08 / 04/ 19